Come evitare il “giro delle sette chiese” per valutare il rischio sismico della tua azienda.

By | 28 febbraio 2017

In questo articolo del BLOG voglio raccontarti la storia di un imprenditore che, per valutare il rischio sismico della sua azienda, si è ritrovato a fare il giro delle 7 chiese con perdite di tempo e di soldi (non posso dirti quanti!) da paura! 

Se sei un imprenditore avrai sicuramente sentito più di una volta l’espressione “fare il giro delle sette chiese” inteso come “andare da un posto all’altro perdendo molto tempo inutilmente…”

Anch’io mi sono ritrovato molto spesso in situazioni di questo tipo; e ciò mi è accaduto specialmente quando ho avuto a che fare con questioni burocratiche o, peggio ancora, quando mi son messo in testa di affrontare problematiche in settori in cui ero totalmente ignorante.

Ma quello che è successo ad un tuo collega ed al suo RSPP ha veramente dell’incredibile.

Questo signore, spinto dalla richiesta fatta da un sindacalista in una riunione, si è immediatamente attivato per far valutare il rischio sismico della sua azienda, proprio come viene stabilito dal D.Lgs 81/2008.

Però, purtroppo per lui, ha cliccato nel pulsante sbagliato (fammi passare la metafora!) e per questo ha innescato un andirivieni che, dopo mesi, si è ritrovato a dover iniziare da zero tutto il percorso per valutare il rischio sismico della sua azienda.

Senti cosa è accaduto.

Per questo signore, come per quasi tutti noi, pronunciare la parola “terremoto” significa richiamare alla memoria le immagini, trasmesse dalle TV, di edifici crollati a terra con delle persone rimaste schiacciate sotto.

Terremoto = edifici crollati = morti e feriti.

Ecco cosa succede se non hai fatto valutare il rischio sismico

Nella sua testa passava solo l’idea che le persone si fanno male per il crollo degli edifici.

Se ci pensi bene questo è vero, ma solo in parte.

In parte perché questo accade negli edifici di tipo residenziale dove il rischio è quasi tutto concentrato nelle caratteristiche dell’immobile a resistere alle scosse.

Ma nelle aziende come la tua e come quella del nostro amico, il rischio non è limitato al solo capannone.

Siccome per lui il problema era il crollo del capannone ha pensato che per valutare il rischio sismico della sua azienda fosse sufficiente incaricare un tecnico qualsiasi per capire com’era messo e per farsi fare un documento da mostrare ai sindacati.

L’incaricato inizia il suo giro d’ispezione, guarda le carte, fa le sue valutazioni e, dopo un po’ di tempo gli risponde con un “così così”, che stava a significare che per lui il capannone era “quasi a posto”; e conclude tutta la relazione con un numero 0, [qualcosa] che rappresenta l’indice di rischio sismico del capannone.

L’imprenditore paga il tutto e, fiero del lavoro svolto, lo mostra al sindacalista e si sente rispondere questo:

S: “questa non serve a niente perché non è una valutazione del rischio sismico aziendale ai sensi del DLgs 81/2008!”

I: “….(BIP BIP) potevi dirmelo anche prima!!!”

E i veri problemi cominciano adesso.

Eh sì, perché per le aziende come la tua serve questo: 

  • c’è bisogno di una perizia con la quale pararsi il c##o che non si limiti al solo calcolo “dell’indice di rischio sismico” del capannone;
  • Questo documento dovrà essere strutturato in modo tale da essere trascritto nel DVR coi canoni imposti dal D.lgs 81/2008;
  • In particolare dovranno essere indicate, nelle varie porzioni di immobile, le singole intensità di rischio in caso di sisma;
  • Deve spiegare bene bene quali sono le priorità assolute per predisporre un piano di interventi;
  • Il tutto dovrà essere coerente col piano di emergenza ed evacuazione.

Dopo 2 mesi di lavoro e spese inutili, questo signore si è trovato a dover ripartire da zero.

Lui “credeva” di aver in mano il pezzo di carta necessario a valutare il rischio sismico dell’azienda; ma non era quello buono!

Allora, si rimette in moto:

  1. Torna di nuovo dal tecnico;
  2. Gli spiega indignato tutta la questione;
  3. Il tecnico inizia a documentarsi;
  4. Aspetta, aspetta, aspetta e la perizia che gli serve per il sindacalista non arriva mai…

(ndr: ad essere sincero ancora non è arrivata!)

Perché non arriva mai?

Perché la questione è multidisciplinare e per essere risolta necessita di un pool di tecnici specialisti, non dell’amico delle medie!

In altre parole il problema di valutare il rischio sismico di un’azienda si estende ben oltre il capannone ed interessa quindi anche le attrezzature varie, gli impianti ecc. ecc. che avete installato al suo interno.

Succede anche questo se non hai fatto valutare il rischio sismico !

E, dopo 6 mesi dalla prima richiesta del sindacalista, si è dovuto rivolgere a noi…

Problema risolto in 10 gg lavorativi!

Spero di essere riuscito a farti capire cosa intendevo col giro delle 7 chiese…

Parliamoci chiaro: io ti ho avvisato.

Adesso fai tu…

Per evitare di fare il giro delle 7 chiese e se vuoi risolvere definitivamente in un colpo solo il problema di valutare il rischio sismico della tua azienda correttamente, l’unico pulsante giusto che puoi cliccare è quello azzurro che trovi sotto:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *