[Sai che un bravo elettrauto utilizza la stessa procedura che noi sfruttiamo per rendere antisismico un capannone?]

By | 12 novembre 2016

Se la signora “Maria” (N.B.: nome preso a caso!!) si mettesse a pensare al terremoto di questo periodo le verrebbero in mente le immagini delle case in pietra aperte in due come una scatoletta e con qualche pezzo di solaio visibile in sezione. Alcuni armadi aperti, un tavolo con le sedie, un letto ed i quadri ancora attaccati alle pareti.

Invece, se ci pensa un industriale gli si proietta in testa l’immagine di un capannone lesionato, con le scaffalature ribaltate ed i prodotti sparsi per tutta la fabbrica.

Pur nella profonda diversità fra i due, il loro modo di pensare al terremoto ha, però, la stessa radice.

Mi spiego meglio.

L’imprenditore e la signora, in linea di principio, non hanno quasi niente in comune e, apparentemente, questa diversità si riscontra anche nel pensiero del terremoto e dei danni che questo determina.

In realtà ragionano allo stesso modo; ossia proiettano nella loro testa l’immagine distrutta dei propri beni materiali più cari.

Eh sì, caro amico imprenditore, il terremoto ti attacca il capannone e tutto ciò che esso contiene!

Tradotto: cerca di distruggerti quanto di più importante e caro hai costruito: la tua azienda.

Allora, per capire meglio come puoi risolvere questo problemone, facciamo un passo indietro.

A partire dagli anni ’80, quelli del secondo booom industriale, tu e la tua famiglia vi siete buttati a capofitto in questa splendida attività imprenditoriale che vi ha portato a conseguire successi via via crescenti.

Lo studio del prodotto, la produzione controllata fino ai minimi dettagli, l’efficienza produttiva, gli investimenti in nuovi macchinari, la necessità di ampliamenti e le sedi distaccate…

Queste sono solo alcune delle tematiche in cui, con l’aiuto dei vostri collaboratori più affidabili, avete raggiunto obiettivi impensabili.

Ci sono poi le scalate in termini di rappresentanza sociale, il numero consistente di dipendenti ed operai che avete assunto, ci sono le famiglie di ciascuno di loro che, grazie a questa vostra attività, hanno potuto crescere e prosperare.

In effetti, per un osservatore esterno, il simbolo di tutto ciò è proprio il capannone.

Attraverso questo “oggetto” comunichi all’esterno l’importanza della tua attività e, ciò, indipendentemente da quello che effettivamente realizzate al suo interno che, quasi sempre, è perfettamente in linea con l’immagine del capannone.

Molto spesso i tuoi concittadini non sanno neanche che tipo di prodotto realizzate, ma ammirano la tua attività a priori grazie all’immagine che sei riuscito a trasmettere con la “fabbrica”.

Gli stessi nuovi clienti, prima di firmare il contratto, hanno fatto quasi sicuramente un giretto in azienda per capire chi realmente rappresentate…

Di tutti questi bellissimi argomenti a noi cari, il terremoto se ne sbatte altamente!

L’onda passa e lascia a terra ciò che di debole o vulnerabile incontra, comprese tutte le belle cose che ci siamo detti sopra.

Kaputt il capannone!

Kaputt i macchinari da milioni di €…

Facciamola breve, Kaputt anche tutto il resto!!!

Guarda che queste NON sono ipotesi vaghe, ma è davvero già accaduto…

Ci sono decine di tuoi colleghi che hanno chiuso l’azienda venerdì 28 ottobre e che, con la scossa del 30, hanno veramente perso tutto e non l’hanno più riaperta!

Proviamo a pensarci assieme:

-Quanto impatto ha una cosa di questo tipo sulla vita di quelle persone?

-E su quella dei loro famigliari?

-Per i dipendenti e le rispettive famiglie?

-Coi clienti, i fornitori, le banche, come faranno?

Ho deciso di scrivere questo articolo del blog proprio per riflettere su questi argomenti e per farti notare che, molti di loro, se avessero saputo prima dei rischi che correvano, si sarebbero messi al sicuro.

Tra l’altro, per i capannoni prefabbricati, agire preventivamente non è neanche così complicato o costoso.

Sì è proprio così!

...un bravo elettrauto!

…un bravo elettrauto!

Per i capannoni vale la regola degli accessori per le macchine.

Se compri la macchina nuova e non hai scelto come optional -ad esempio- il navigatore, non devi rivenderla per comprarne una già accessoriata.

E non è neanche il caso farsela distruggere da un incapace per installare un aggeggio qualsiasi.

La soluzione è semplice semplice: basta che vai da un bravo elettrauto, magari dal migliore della piazza per non aver casini dopo, e ti fai installare il navigatore che ti piace che, guarda caso, lui sa installare perfettamente.

Dicevo che per i capannoni è la stessa cosa…

In che senso?

Nel senso che se il tuo non è antisismico non è vero che devi fartelo demolire e ricostruirlo nuovo.

E’ sufficiente che ti fai installare, da uno che mastica quotidianamente queste cose, un po’ di dispositivi “seri” –non cazzate!- nei nodi fondamentali ed il gioco è fatto.

Quando dico “uno che ne mastica quotidianamente” mi riferisco ad un’azienda che lo fa di mestiere e sa perfettamente dove mettere le mani anche per i dettagli.

Naturalmente anche in questo caso per evitare problemi dopo…

Tutte le sante volte che ho fatto fare dei lavori alla macchina da uno qualsiasi, pensando che “tanto era una cavolata”, mi sono ritrovato con qualche sensore in tilt ed obbligato a doverla portare dopo dall’elettrauto vero…

Tutto ciò con ulteriori problemi alla centralina da risolvere anziché avere il mio nuovo congegno in macchina.

Eh sì, se si sbaglia qualcosa anche nel capannone, non puoi nascondere l’errore con l’intonaco e la tinteggiatura, perché tanto il terremoto se ne accorge comunque, e non perdona.

Poi non c’è “elettrauto esperto” che tenga…

Noi di Capannone Sicuro facciamo SOLO questo tipo di interventi ed i nostri tecnici e gli installatori sono “elettrauto molto esperti”.

Sai dove trovarci: scrivi adesso una mail per essere ricontattato a info@capannonesicuro.it

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