[In caso di terremoto, sai perché il certificato d’agibilità del capannone non ti salverà il CU#O? E questo anche se sei assicurato e se l’ASL non ti ha mai contestato niente sul rischio sismico !!!]

By | 7 ottobre 2016

Per la valutazione del rischio sismico entriamo ormai quotidianamente in contatto con varie realtà produttive in tutta Italia e, credimi, ne abbiamo viste di tutti i colori.

Gli errori che riscontriamo maggiormente sono quasi sempre di natura “burocratica” e sono purtroppo dettati dall’ignoranza che regna sovrana su questo argomento.

Ma la castroneria (per non usare un altro termine!) più grossa che ci è capitato di leggere in un DVR di un tuo collega è questa:

Il rischio sismico dell’azienda è da considerarsi trascurabile in quanto l’immobile è stato costruito a regola d’arte ed è anche provvisto di certificato di abitabilità (allegato XXX).”

Questa è la formula della semplificazione all’Italiana che, però, non funziona più…

Da noi in Italia si preferiva prendere la scorciatoia anziché valutare correttamente le cose e, per questo, siamo diventati maestri in fantasia…

Ma su argomenti come il rischio sismico, c’è poco da essere fantasiosi e poco da scherzare.

Non si scherza perché se un terremoto come quello del mese di Agosto investe un capannone senza connessioni, non c’è certificato d’agibilità che tenga: va giù a terra.

In un attimo ti ritrovi in mezzo ad un mare di guai con infortuni dei dipendenti (per non dire altro…) e con tutti i macchinari, il magazzino, gli uffici ecc. ecc. distrutti.

Il lavoro di una vita che svanisce in un minuto…

Qualcuno dovrebbe averti già detto tutte queste cose; ma per evitare fraintendimenti ho preferito ripetertele anche io.

Veniamo però al punto fondamentale dell’articolo: sai perché l’agibilità, da sola, non basta?

Per una serie di motivi semplicissimi ma, a quanto pare, anche complicati da far entrare nella testa della gente.

Il certificato d'agibilità non vale niente per il rischio sismico!

Te li metto in ordine:

  • Il certificato di abitabilità o agibilità datato “millenovecento[qualcosa]” attesta che nel tuo capannone, a quella data, sussistevano le condizioni sicurezza, salubrità ecc. stabilite dalle Leggi italiane allora vigenti.
  • PERO’ la normativa antisismica, che è quella che conta in caso di terremoto, negli anni è cambiata tantissime volte; passando praticamente dal nulla dei primi anni ’60, ad oggi in cui ti controllano – giustamente – di tutto.
  • La più importante modifica è avvenuta nel 2003 -dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia dove persero la vita diversi bambini in una scuola- quando decisero di cambiare tutta la carta sismica Italiana e stabilirono che il nostro territorio è tutto sismico, ossia con probabilità che sia colpito da terremoti più o meno importanti! Allora se il tuo capannone è datato millenovecento[qualcosa] è naturale che non rispetta per niente i cambiamenti che hanno introdotto successivamente!
  • Il Decreto 81/2008 (quello per la sicurezza negli ambienti di lavoro) dice che, per continuare ad esercitare la tua attività in quell’azienda, devi aver valutato il rischio sismico OGGI e con le Leggi ed i Regolamenti ATTUALI (non quelle/i dei tempi che furono…); e non parla mai di esonerare da tali adempimenti gli edifici muniti di certificato di abitabilità o agibilità.
  • Se non hai fatto il compitino di cui al punto precedente e succede qualcosa, sono guai seri.

Fine!

Praticamente la prassi consolidata fino al 2012 era proprio quella di trascurare spudoratamente la valutazione del rischio sismico nelle aziende.

Tanto che il terremoto dell’Emilia ha colto quasi tutti impreparati ed ha tirato giù a terra una marea di capannoni, facendo purtroppo anche diverse vittime.

Le Procure della Repubblica si sono mosse immediatamente e, guarda caso, sono andate proprio a spulciare nei DVR delle aziende in cui ci sono state delle vittime; ed hanno chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio sia del Datore di Lavoro che del suo RSPP.

(Puoi approfondire la questione leggendo l’articolo del Corriere della Sera del 7 settembre 2016!)

Hai letto cosa dice l’articolo?

Te l’avevo detto prima; col rischio sismico c’è poco da scherzare…

Se sei un Datore di Lavoro e/o un RSPP, il consiglio che mi sento obbligato a darti è di muoverti in fretta e di provvedere adesso a fare una valutazione del rischio sismico della tua azienda.

Di cosa si tratta?

E’ un documento, redatto da un team di professionisti specializzati nel rischio sismico (strutture portanti, scaffalature, serbatoi in pressioni, impianti ecc. ecc.) e rappresenta una sorta di classificazione sismica della tua azienda.

In altre parole è una perizia nella quale un pool di ingegneri si prendono l’onere e la responsabilità, al posto tuo, di certificare il grado di rischio sismico che stai/state correndo in azienda.

Per quel che ti ho detto sopra, è un documento fondamentale ai sensi dell’81/2008 da riportare nel DVR per evitare sanzioni da parte degli organi di vigilanza e, nel peggiore dei casi, azioni di tipo penale con processi e possibili condanne.

ATTENZIONE!!!

La questione non si limita solo ai risvolti penali…

In sede civile -per richieste di risarcimento danni- quasi tutte le compagnie assicurative escludono quasi sempre in polizza il loro intervento nel caso in cui l’azienda non abbia messo in atto tutte le verifiche richieste dalla normativa di sicurezza negli ambienti di lavoro.

Se ci pensi bene è proprio il nostro caso…

Cioè, se arriva il terremoto e si fa male qualcuno, la compagnia non ti copre per risarcimento danni se non hai provveduto a mettere in atto la valutazione del rischio sismico.

Da un certo punto di vista mi sembra anche corretto… E lo sarebbe completamente se ti avessero informato prima di farti sottoscrivere la polizza.

Ma tant’è. Però la domanda sorge spontanea:

"se l'assicurazione non paga e il tribunale ti condanna, dove li vanno a prendere i soldi del risarcimento?"

...la risposta la lascio a te!

Tra l’altro non riesci neanche a difenderti dicendo che nei controlli effettuati dagli organi preposti (ammesso e non concesso che ce ne siano stati… ma questa è un’altra storia) di questo benedetto rischio sismico non ti era mai stato detto niente.

Allora, per risolvere definitivamente la questione, non ti resta che percorrere seriamente una sola strada che è, poi, quella di deciderti a mettere in atto una valutazione del rischio sismico dell’azienda che rappresenti o in cui lavori.

Con Capannone Sicuro di perizie come quella che serve a te ne compiliamo quotidianamente ed abbiamo un team di professionisti esperti per tutti gli aspetti, fino ai dettagli.

Tutte le info per metterti in contatto con noi le trovi sul nostro sito www.capannonesicuro.it.

Ad majora.

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