[Perché lo stai facendo?]

By | 5 marzo 2017

Sono diversi mesi che mi ripeto con cadenza quotidiana questa domanda: “Perché lo stai facendo?

E fino, a ieri, credevo anche di esser riuscito a darmi una risposta.

In realtà, proprio per la frequenza con la quale riemergeva, avevo intuito che, probabilmente, non era quella giusta.

Allora, come un mantra, perché lo stai facendo?

Detta in questi termini la maggior parte di voi comincerà a pensare che sono di colpo impazzito.

Ed effettivamente, solo una bella dose di pazzia può condurre una persona ad occuparsi di terremoto ed a scrivere su questo argomento per anni con l’intento di sensibilizzare una platea di ascoltatori che, nella migliore delle ipotesi, non vorrebbe neanche sentirne parlare.

Ed allora, perché da anni e anni guardo costantemente le foto di edifici crollati e cerco di trasmettervi, con parole semplici, i motivi che stanno alla base di quei crolli?

Perché vivo costantemente con la fissa della semplificazione del linguaggio per riuscire a farmi comprendere da tutti?

Ieri mattina è finalmente arrivata l’illuminazione che mi ha spinto a fare una cosa che, anch’io come voi, ho sempre fatto di tutto per evitare.

All’alba mi son messo in moto e mi son fatto 300 km per rivedere e ritoccare con mano –dopo qualche anno- cos’è realmente un terremoto e cosa si lascia alle spalle.

Ma l’ho fatto anche per parlare direttamente con le persone e per cercare di capire di cosa hanno realmente bisogno.

Lungo la Salaria, da Spelonga in poi, è un bagno di sangue.

Pescara del Tronto, Arquata, Accumoli, Amatrice, Cittareale sono paesi completamente azzerati, in cui regna un silenzio surreale che, talvolta, viene rotto da una folata di vento o dal rumore di una ruspa dei Vigili del Fuoco che trasporta una palata di macerie.

Vivere anche solo per una giornata dentro a tutte quelle immagini è un’altra cosa: i tuoi occhi vanno alla ricerca del fotogramma che emotivamente parla di te e ti rappresenta al meglio.

E vai anche a riscoprire, nella tua memoria profonda, gli episodi che inconsapevolmente ti hanno indotto ad essere la persona che oggi sei.

E la risposta arriva… Oh sì se arriva!

Lì capisci immediatamente per quale motivo lo stai facendo e per quale devi anche continuare a farlo!

Sfido ognuno di voi a rimanere distaccati ed insensibili a tutto quello scempio.

Per questo motivo e per tantissimi altri, spero di incontrarti il 9 marzo a Brescia per l’evento formativo e la raccolta fondi organizzata dall’associazione il Faro: un aiuto concreto da devolvere interamente alla generosa popolazione di Cittareale che, oggi, ha davvero bisogno di noi.

Per info e prenotazioni: IL FARO BRESCIA.

Ci vediamo a Brescia.

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