[IL PEGGIOR PIANO DI EMERGENZA AZIENDALE E’ NON AVERE UN PIANO; IL SECONDO PEGGIOR PIANO E’ AVERNE UNO TROPPO COMPLICATO. E UN PIANO LACUNOSO DOVE VOGLIAMO COLLOCARLO?]

By | 27 novembre 2016

In questo articolo del BLOG cercheremo di mettere in evidenza le problematiche connesse con la mancata valutazione del rischio sismico ed il conseguente piano di emergenza aziendale che, gioco forza, non potrà che essere lacunoso.

Ieri ho fatto un sopralluogo in una bella azienda metalmeccanica molto ben organizzata da tutti i punti di vista, anche da quello della sicurezza negli ambienti di lavoro: hanno praticamente tutta la documentazione richiesta dalla Legge in ordine, compreso un articolato piano di emergenza ed evacuazione.

Ci hanno contattati dopo aver letto il nostro ultimo articolo sulle “crocette messe a caso…” che li ha messi in allerta perché anche nel loro DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) c’era qualcosa che non tornava.

Se ti sei perso quell’articolo ecco il link: http://www.capannonesicuro.it/svelato-linganno-delle-crocette-messe-caso/

Tornando al sopralluogo, oltre alle crocette sbagliate abbiamo analizzato insieme il piano di emergenza ed evacuazione.

Il loro RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) è veramente in gamba: ci siamo capiti immediatamente e ci ha dato una bella mano a muoverci fra le sue “scartoffie” per individuare elementi di incoerenza del proprio PE (Piano di Emergenza) in caso di terremoto.

(n.d.r.: La cazzata più evidente, in mezzo a diverse altre, era la collocazione del punto di raccolta proprio sotto i pannelli di tamponamento del capannone del vicino!!!) 

Sono uscito da quella fabbrica ancora una volta stupito per la preparazione degli RSPP aziendali che, pur svolgendo diverse mansioni, riescono tuttavia ad essere sul pezzo anche della prevenzione degli infortuni.

Persone istruite che, appena gli spieghi il senso logico-pratico di una prescrizione, immediatamente sanno aggiornare le loro procedure!

Purtroppo, però, la materia è veramente ampia e, per molti aspetti, serve veramente uno specialista o, come nel caso specifico del rischio sismico, un team di specialisti.

La storia del “terremoto” e delle SORGENTI DI RISCHIO che si innescano in quella circostanza, diciamolo pure, non sono state sufficientemente prese in considerazione ed in pochi hanno realmente percepito il rischio.

E’ normale, quindi, che moltissime aziende siano assolutamente impreparate sia sul lato della valutazione del rischio sismico che su quello delle azioni da mettere in atto nella conseguente situazione di emergenza.

In questo articolo voglio seriamente prendere in considerazione i contenuti del Piano di Emergenza ed Evacuazione in caso di terremoto.

Ed allora, il primo passo da compiere è quello di cercare di capire di cosa si tratta.

IL PIANO DI EMERGENZA.

piano-di-emergenza-ed-evacuazioneIl piano di emergenza (PE) aziendale è un piano d’azione con adeguate procedure operative da mettere in atto in quelle situazioni che possono portare ad un’emergenza.

Rileggere almeno 2 volte la frase sopra scritta!!!

E’ quindi un documento nel quale il DL (Datore di Lavoro), in collaborazione con l’RSPP, riporta la descrizione delle azioni da compiere in una circostanza d’emergenza.

In altre parole il piano contiene nei dettagli:

  1. le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di emergenza;
  2. le procedure per l’evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; 
  3. le disposizioni per chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco o dell’ambulanza e fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; 
  4. le specifiche misure per assistere le persone disabili; 
  5. l’identificazione di un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l’attuazione delle procedure previste.

Naturalmente tra queste “circostanze d’emergenza” c’è anche il terremoto che avrete quasi sicuramente messo nel dimenticatoio…

Il Piano d’Emergenza è stato fatto apposta per raggiungere i seguenti obiettivi:

  • prevenire o limitare pericoli alle persone;
  • coordinare gli interventi del personale a tutti i livelli, in modo che siano ben definiti tutti i comportamenti e le azioni che ogni persona presente nell’Azienda deve mettere in atto per salvaguardare la propria incolumità e, se possibile, per limitare i danni ai beni e alla struttura dell’edificio;
  • intervenire, dove necessario, con un pronto soccorso sanitario;
  • individuare tutte le emergenze che possano coinvolgere l’attività, la vita e la funzionalità dell’impianto;
  • definire esattamente i compiti da assegnare al personale che opera all’interno dell’Azienda, durante la fase emergenza.

Allora, non credo che la dimenticanza sul sisma sia buona cosa sulla quale perseverare!!

Se NON avete ancora valutato gli effetti del sisma nella vostra azienda, allora avete un Piano di Emergenza lacunoso che, in caso di terremoto, non è idoneo a perseguire gli obiettivi per cui è stato progettato.

PUNTO!!!

Quindi cosa dovresti realmente fare?

La risposta è semplice, ed è ripartita in 3 fasi:

  1. Incaricare un team di esperti (una squadra di tecnici esperti nelle varie discipline interessate da questo tipo di analisi!!) di effettuare la valutazione del rischio sismico della tua azienda (non un solo tecnico che vuole concentrarsi solo sui calcoli del capannone!) per individuare TUTTE LE SORGENTI DI RISCHIO SISMICO in essa presenti;
  2. Aggiornare il DVR della tua azienda con la perizia che questo team di ingegneri ti consegna e, allo stesso tempo, correggere il Piano di Emergenza (grazie alle loro indicazioni) per superare le lacune;
  3. Se serve, mettere in atto gli “eventuali” progetti e/o lavori per scongiurare rischi e pericoli.

A questo punto servono delle puntualizzazioni!!!

N.B.1: ho scritto “TUTTE LE SORGENTI DI RISCHIO SISMICO” perché questa valutazione non si limita a verificare SOLO la struttura portante del capannone, ma si estende anche ad altre situazioni quali, a puro titolo di esempio, le scaffalature, i serbatoi in pressione ecc. ecc.;

N.B.2: ho scritto aggiornare il DVR e correggere il PE perché sono quasi sempre sbagliati e lacunosi;

N.B.:3: “eventuali” progetti e/o lavori perché, a priori, NON sai se saranno necessari! Ossia, senza la valutazione del rischio sismico della tua azienda, non sai cosa serve realmente… In particolare mi riferisco al nuovo calcolo della struttura portante del capannone che, casomai, sarà svolto da un ingegnere strutturista che se ne intende realmente di sismica nei capannoni prefabbricati dopo aver individuato se è vulnerabile ed in quali punti!

Come vedi, quello che a prima vista può sembrare l’ennesimo adempimento burocratico da mettere in campo per farti spendere inutilmente dei soldi, in realtà è un’azione strutturata secondo la metodologia imprenditoriale ed indispensabile all’azienda .

E’ un piano strategico di difesa -da diversi punti di vista- dal terremoto che, con un investimento minimo, mette l’imprenditore in grado di conoscere se deve o meno fare qualcosa per proteggersi; dandogli, al tempo stesso, coscienza di quali siano eventualmente gli elementi su cui concentrarsi, e come, per mettersi veramente al riparo.

Se ci pensi bene è una sequenza strategica che abbiamo ideato proprio per metterti in condizione di affrontare la “battaglia” contro il terremoto; per portarti direttamente al nocciolo del problema e per risolverlo alla base in tutte le sue manifestazioni.

Tutto ciò da subito e senza neanche tanti preamboli o giri di parole, proprio come un imprenditore è abituato a fare quotidianamente.

Questo modo di affrontare il rischio sismico delle aziende è stato da noi ideato per primi almeno 3 anni fa per superare piani di emergenza (PE) oggettivamente LACUNOSI ed altamente rischiosi per le aziende!

[N.B.: in questo lungo lasso di tempo, di valutazioni e di correzioni di PE ne abbiamo fatte molte…]

Oggi, dopo il terremoto che ha investito l’Italia centrale, tantissimi progettisti ci stanno chiedendo di collaborare con noi, spinti dalla “chimera” del facile guadagno sulla spinta emotiva di questo periodo.

Ma col rischio sismico non si scherza e non ci si improvvisa neanche; perché le cose sono molto più articolate di quanto sembrino all’apparenza e vanno ben oltre la compilazione di un semplice modulo prestampato.

Quasi mai il profano tiene in considerazione che le indagini di valutazione svolte oggi, si riverberano nel futuro dell’azienda e non possono essere gestite con superficialità.

Anche per questo, il servizio che forniamo alle aziende che ci contattano, deve essere perfetto su base MULTIDISCIPLINARE(!!!) e congruente con le regole procedurali e di policy aziendale che ci siamo dati tanto tempo fa!

Allora, caro amico imprenditore, se sono riuscito a trasmetterti il senso dell’urgenza della valutazione del rischio sismico necessaria alla tua azienda -e quello dei vari risvolti specialistici che essa abbraccia-, per ricevere una perizia che sia corretta, esaustiva e risolutiva per la tua attività, devi compilare il modulo che trovi sotto e fare click col mouse sul pulsante invia.

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Voglio essere contattato per la Valutazione del rischio sismico della mia azienda ed accetto le privacy policy (obbligatorio)

Noi ti ricontattiamo entro 12 ore.

A presto.

P.S.: Per coloro che chiedono di collaborare con noi, oltre al curriculum di tutto rilievo, ci serve la lista dei lavori realmente svolti in campo “prevenzione rischio sismico” nel proprio ambito di specializzazione professionale!

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