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Agibilità capannone industriale e rischio sismico: ATTENZIONE!

Agibilità capannone industriale: sai che il certificato di agibilità non ti salverà in caso di terremoto? E non ti salverà neanche se sei assicurato e se l’ASL non ti ha mai contestato niente sul rischio sismico. 

Partiamo da qui: 

Il certificato di agibilità, secondo quanto disposto dall’art. 24 del Testo Unico sull’Edilizia, è il documento che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti tecnici negli stessi installati.

Un certificato che fa sentire tanti imprenditori come te in una botte di ferro. 

Ma quando c’è di mezzo il terremoto tutto cambia. 

Se un forte terremoto colpisce un capannone che non è antisismico, non c’è certificato d’agibilità che tenga: va giù a terra.

Poi, c’è anche da valutare la data di quel certificato: le leggi sono cambiate e occorre fare delle precise valutazioni per non ritrovarsi con in mano un pugno di mosche in caso di forte sisma.

Se vuoi davvero proteggere il tuo capannone industriale continua pure a leggere questo articolo. Scoprirai come metterti in regola, evitando i soliti errori relativi al “certificato di agibilità capannone industriale”, e cosa fare per sentirti davvero al sicuro. 

Agibilità capannone industriale: “quel pericoloso certificato di qualche anno fa!”

Noi di Capannone Sicuro, per la valutazione del rischio sismico entriamo ormai quotidianamente in contatto con varie realtà produttive in tutta Italia. E credimi quando ti dico che ne vediamo di tutti i colori.

Purtroppo, continuiamo a riscontrare tanti errori di natura burocratica

E la castroneria più grossa che ci è capitato di leggere in un DVR aziendale è questa: 

«Il rischio sismico dell’azienda è da considerarsi trascurabile in quanto l’immobile è stato costruito a regola d’arte ed è anche provvisto di certificato di agibilità (allegato XXX)».

Questa è la formula della semplificazione all’italiana che, però, non funziona più…

Da noi in Italia si preferisce prendere la scorciatoia anziché valutare correttamente le cose e, per questo, siamo diventati maestri in fantasia.

Ma su argomenti come il rischio sismico, c’è poco da essere fantasiosi e poco da scherzare.

Come detto, in caso di forte terremoto che colpisce un capannone che non è antisismico, non c’è certificato di agibilità che tenga.

In un attimo ti ritrovi in mezzo ad un mare di guai con infortuni dei dipendenti (per non dire altro…) e con tutti i macchinari, il magazzino e gli uffici distrutti.

Il lavoro di una vita che svanisce in un minuto.

Veniamo però al punto fondamentale dell’articolo: sai perché l’agibilità non basta?

Te lo dico subito. 

Agibilità capannone industriale e nuove norme: ecco perché il tuo vecchio certificato ti espone a un serio rischio

Vado al sodo: il certificato di abitabilità o agibilità datato “millenovecento[qualcosa] attesta che nel tuo capannone, a quella data, sussistevano le condizioni di sicurezza, salubrità ecc., stabilite dalle Leggi italiane allora vigenti.

Ma la normativa antisismica, che è quella che conta in caso di terremoto (e non solo l’agibilità capannone industriale!), negli anni è cambiata tantissime volte, passando praticamente dal nulla dei primi anni ’60, ad oggi in cui ti controllano – giustamente! – di tutto.

La più importante modifica è avvenuta nel 2003, dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia che costò la vita a diversi bambini in una scuola, quando decisero di cambiare tutta la Carta Sismica Italiana e stabilirono che il nostro territorio è tutto sismico, ossia con probabilità che sia colpito da terremoti più o meno importanti! 

Quindi, se il tuo capannone è datato millenovecento[qualcosa] è naturale che non rispetta per niente i cambiamenti che hanno introdotto successivamente!

Poi, ecco il Decreto 81/2008 (quello per la sicurezza negli ambienti di lavoro) dice che, per continuare ad esercitare la tua attività in quell’azienda, devi aver valutato il rischio sismico OGGI e con le Leggi ed i Regolamenti ATTUALI (non quelle/i dei tempi che furono). 

E non parla mai di esonerare da tali adempimenti i proprietari di edifici muniti di certificato di abitabilità o agibilità.

Se non hai fatto il compitino di cui al punto precedente, sono guai seri in caso di terremoto forte.

Fine!

Agibilità capannone industriale e terremoto: mettiti al sicuro subito

Praticamente la prassi consolidata fino al 2012 era proprio quella di trascurare spudoratamente la valutazione del rischio sismico nelle aziende.

Tanto che il terremoto dell’Emilia del 2012 ha colto quasi tutti impreparati ed ha tirato giù a terra una marea di capannoni, facendo purtroppo anche diverse vittime.

Le Procure della Repubblica si sono mosse immediatamente e, guarda caso, sono andate proprio a spulciare nei DVR delle aziende in cui ci sono state delle vittime: hanno chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio sia del Datore di Lavoro che del suo RSPP.

E dei rischi che corri con un DVR aziendale incompleto ne ho parlato anche in un altro articolo che puoi leggere cliccando qui. 

Come detto prima, col rischio sismico c’è poco da scherzare.

Se sei un Datore di Lavoro e/o un RSPP, il consiglio che mi sento obbligato a darti è di muoverti in fretta e di provvedere adesso a fare una valutazione del rischio sismico della tua azienda.

Di cosa si tratta?

È un documento, redatto da un team di professionisti specializzati nel rischio sismico (strutture portanti, scaffalature, serbatoi in pressioni, impianti) e rappresenta una sorta di classificazione sismica della tua azienda.

In altre parole è una perizia nella quale un pool di ingegneri si prendono l’onere e la responsabilità, al posto tuo, di certificare il grado di rischio sismico che stai/state correndo in azienda.

Per quel che ti ho detto sopra, è un documento fondamentale ai sensi del D.L. 81/2008 da riportare nel DVR per evitare sanzioni da parte degli organi di vigilanza e, nel peggiore dei casi, azioni di tipo penale con processi e possibili condanne.


“Vecchia” agibilità capannone industriale e quella valutazione del rischio sismico mai fatta: la questione non si limita solo ai risvolti penali. 

In sede civile – per richieste di risarcimento danni – quasi tutte le compagnie assicurative escludono quasi sempre in polizza il loro intervento nel caso in cui l’azienda non abbia messo in atto tutte le verifiche richieste dalla normativa di sicurezza negli ambienti di lavoro. 

Se ci pensi bene è proprio il nostro caso: se arriva il terremoto e si fa male qualcuno, la compagnia non ti copre per risarcimento danni se non hai provveduto a mettere in atto la valutazione del rischio sismico secondo le vigenti norme. 
Da un certo punto di vista mi sembra anche corretto. E lo sarebbe completamente se ti avessero informato prima di farti sottoscrivere la polizza (ma non sempre te lo dicono, come ho sottolineato anche qui: Assicurazione Terremoto.

Ma tant’è. 

E la domanda sorge spontanea: “se l’assicurazione non paga e il tribunale ti condanna, dove li vanno a prendere i soldi del risarcimento?”

Conosci già la risposta. 

Per risolvere definitivamente la questione, non ti resta che percorrere seriamente una sola strada che è, poi, quella di mettere in atto una valutazione del rischio sismico dell’azienda che rappresenti o in cui lavori.

Con Capannone Sicuro® di perizie come quella che serve a te ne compiliamo quotidianamente ed abbiamo un team di professionisti esperti per tutti gli aspetti, fino ai dettagli.


Giovanni Pagliardini,

esperto in consolidamento sismico di capannoni industriali. 

Ideatore e creatore del SISTEMA Capannone Sicuro.









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