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PENSIERO RICORRENTE: DOVRÒ VALUTARE O NO IL RISCHIO SISMICO AZIENDALE? LA RISPOSTA È DENTRO DI TE… EPPERÒ È SBAJATA!!

Ieri ho parlato al telefono con un mio carissimo amico che si occupa di sicurezza dei macchinari.
Mi ha posto una serie di domande specifiche sul rischio sismico aziendale
(era in Abruzzo…).

Ne è uscita questa breve conversazione telefonica:
“Mi trovo dentro un’azienda a l’Aquila, con il RSPP che mi ha fatto una serie di considerazioni ed obiezioni sul rischio sismico aziendale alle quali non sono in grado di rispondere. Mi aiuti?“


<Ok Claudio, qual è il problema?>

“É che dice di avere il certificato di agibilità dell’immobile e, quindi, non deve fare altro“.

<E la seconda obiezione?>

“É che, al limite, potrebbe essere tenuto a calcolare l’indice di rischio sismico dell’edificio.“

<OK, ho capito tutto, siamo alle solite, Claudio!>

Sì, eravamo alle solite!! Ormai quotidianamente dobbiamo affrontare questo tipo di considerazioni che, lasciamelo dire, sono legate non tanto alla scarsa conoscenza dell’argomento degli RSPP, quanto dall’ignoranza di coloro che li consigliano e li guidano che, pur dovendo essere preparati ANCHE su questo argomento, continuano imperterriti a far circolare cazzate di ogni tipo.

Immagino si sia capito bene a chi mi riferisco.

Vero é che la materia non è per niente semplice e che, mettere in giro strane voci risulta anche facile.

Tanto più che, a livello normativo, han creato nell’ultimo periodo una discreta confusione che non ha fatto altro che complicare ulteriormente le cose!

Allora, lo dico per l’ultima volta (non lo ripeterò mai più!!):

TUTTE LE AZIENDE ITALIANE CON DIPENDENTI DEVONO PROCEDERE CON LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SISMICO AZIENDALE AI SENSI DELL’Art 17 del D.LGS 81/2008 (SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO).

Finito!

Tutto il resto sono chiacchiere inutili e tentativi di prendere scorciatoie che, se davvero succede qualcosa, sono guai seri.

N.B.1: Ho scritto “valutazione del rischio sismico AZIENDALE” perché la questione sicurezza sismica per chi lavora in una fabbrica non è solo legata alla struttura portante del capannone ma si estende anche a tutte le altre SORGENTI di RISCHIO in caso di sisma presenti dentro e fuori dall’edificio;

N.B.2: Ho scritto “TUTTE” non a caso perché devono farsela fare anche quelli che hanno aperto ieri e scrivere il tutto nel DVR.

Veniamo alle obiezioni del RSPP.

Ai fini del D.Lgs 81/2008 essere in possesso del certificato di agibilità significa praticamente niente. Questo per due motivi:
1) il primo perché quel documento riguarda solo l’immobile e non dice niente sulle attrezzature ecc ecc;
2) il secondo perché certifica che, alla data in cui è stato rilasciato, l’immobile rispettava le Leggi in vigore e non può garantire niente se, successivamente, hanno cambiato le carte in tavola. Ti garantisco che le cose son cambiate e di molto!

Adesso che sai perfettamente perché non basta il certificato di agibilità cerco di spiegarmi anche con la questione del calcolo dell’indice di rischio sismico (in realtà si tratta dell’indice di vulnerabilità sismica dell’immobile).

Anche in questo caso i motivi sono 2.

a) Calcolare questo numero (è il rapporto fra … te lo risparmio…) non serve a niente perché il Datore di Lavoro ed il suo RSPP devono sapere esattamente quale sia il problema che devono affrontare. Ossia è indispensabile conoscere puntualmente le varie vulnerabilità in termini semplici ma esaustivi (cosa che un numero non è in grado di fare). Le condizioni minime devono mettere il Datore di Lavoro e l’RSPP in grado di sapere dove, cosa e quanto rischiano in caso di terremoto e, possibilmente, devono essere anche messi in condizione di intervenire efficacemente.

b) Anche in questo caso ci si limita SOLO all’immobile e si tralasciano le innumerevoli altre sorgenti di rischio in caso di terremoto che sono altrettanto pericolose.

Mi rivolgo quindi a tutti gli RSPP ed ai Datori di Lavoro: su questo argomento (Rischio Sismico) non è il caso di scherzarci troppo e non è neanche tanto saggio andare alla ricerca di scappatoie all’Italiana perché se davvero arriva una serie di scosse tipo quelle dell’inizio dell’anno passato è molto probabile che in azienda qualcuno si faccia del male.

La materia Sicurezza negli ambienti di lavoro è ormai stata sviscerata in un’infinità di sfaccettature differenti e, te lo assicuro, nessuna presa di posizione ufficiale e/o giurisprudenziale contempla o tollera le furberie cui siamo stati abituati nel passato.

La valutazione di questo rischio va fatta e deve essere condotta in modo serio andando a scovare, per eliminarle!!!, tutte le sorgenti che possano innescare un rischio per te e per i tuoi dipendenti in caso di terremoto.

É per questo che mi son permesso di iniziare l’articolo con la celebre frase di un comico italiano; ossia per farti comprendere che, se la risposta che è dentro di te è troppo semplicistica, allora è sbagliata.

Ormai abbiamo condotto decine e decine di valutazioni del rischio sismico per altrettante aziende più o meno come la tua e, nella maggior parte dei casi, abbiamo ricevuto anche i ringraziamenti del DL o del RSPP per averli fatti riflettere anche di fronte a loro atteggiamenti superficiali ma con altissimo potenziale di rischio.

Il problema serio è che siamo presi dalla routine giornaliera del lavoro da far scorrere che, al terremoto, non ci si pensa…

Io ho cercato, anche in questo articolo, di ricordartelo; perciò attivati immediatamente è cerca di approfondire la questione.

Mi trovi compilando il form che trovi qui:

Modulo valutazione Grautita

Giovanni Pagliardini
CEO Capannone Sicuro®

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