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C’È QUALCUNO TRA VOI CHE SA COME SI CALCOLA LA PROBABILITÀ NELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SISMICO?

L’immobile entro cui eserciti la tua attività rappresenta l’immagine della tua azienda proiettata all’esterno.

Per questo, assieme ai progettisti ed a tutte le maestranze coinvolte, avrete fatto il massimo per renderlo gradevole ed accogliente dal punto di vista estetico.

E vi sarete anche applicati non poco per rendere tutti gli spazi interni perfettamente fruibili e funzionali alle lavorazioni e agli obiettivi della tua attività.

L’investimento immobiliare per una qualsiasi attività è forse l’impegno n°1 che un imprenditore deve affrontare, sia dal punto di vista concettuale che da quello economico finanziario.

Fin qui tutto bene.

Ma c’è un problema!

All’epoca della realizzazione di quell’edificio, nessuno ti disse che, con poco più di quanto ti venne preventivato, avresti potuto renderlo anche antisismico.

Sono sicuro che se potessi tornare indietro lo faresti senza neanche pensarci 2 minuti!

E’ anche vero, però, che a quei tempi (un po’ lo è anche oggi, ma con modalità completamente diverse) la parola d’ordine era risparmiare su tutto!

E dato che la zona in cui doveva essere realizzato quell’immobile non rientrava fra quelle catalogate come sismiche, si è pensato bene di non sollevarti per niente il problema, magari dirottando a consuntivo quei denari verso le “rifiniture”…

Sono certo che le cose sono andate esattamente così.

Se all’atto della realizzazione dell’immobile ti avessero indirizzato a spendere quattro soldi in più sulla struttura portante anziché sulle piastrelle griffate della reception o degli uffici, oggi non ti ritroveresti in questa situazione di impasse per l’enorme vulnerabilità dal punto di vista sismico.

E non ti sentiresti neanche minacciato dalla spada di Damocle dell’obbligatorietà di intervenire con un’azione di miglioramento sismico su una struttura sotto la quale hai un’attività che non deve e non può interrompere la propria produzione.

Se… Se… Se… Ormai è andata così ma non strapparti comunque i capelli!

Non stare a strapparteli perché, con CapannoneSicuro®, questo problema è comunque di facile soluzione: basta solo mettersi in contatto con noi!

Sì voglio mettermi in contatto!

Tornando a Damocle e alla sua spada, devo farti notare che, da quando hai costruito quel capannone, le cose sono davvero cambiate e anche che la tua zona oggi rientra sicuramente tra quelle “sismiche”. Tutto ciò, per effetto del D.Lgs 81/2008, ti costringe ad eseguire una valutazione del rischio sismico della tua azienda.

Il punto fondamentale è proprio questo: oggi la Legge ti obbliga a fare prevenzione.

Prevenire quindi l’insorgere di qualsiasi infortunio negli ambienti di lavoro, ivi compresi quelli derivanti da eventuali crolli dell’edificio o delle scaffalature per effetto di un sisma.

Dietro al concetto di prevenzione si nascondono una mare di studi e di teorie più o meno valide; uno di questi riguarda la PROBABILITA’ che un sisma colpisca un territorio.

Chiariamo subito un aspetto: i terremoti NON si possono prevedere.

PUNTO!

Ovvero, non esisteun metodo scientifico che ci sollevi dall’incertezza di prevedibilità in cui ci troviamo; e non esisteneanche un oracolo o un “mago” che possano avvisarci per tempo grazie a poteri sovrannaturali.

Ciò detto, ci si può rincuorare un po’ mediante la conoscenza di alcuni dati che definirei importanti e che rispondono alle seguenti domande:

  • Come possiamo capire se una zona è a più alto rischio sismico di un’altra?
  • Come facciamo a sapere, con una certa approssimazione, dove e con quale “intensità” il terremoto ci colpirà?
  • Chi può darci queste indicazioni?


Fino a quando non siamo in grado di dare una risposta a questi quesiti risulta del tutto inutile procedere nella valutazione del rischio sismico e nella messa in sicurezza del tuo edificio.

Infatti, per tutti i rischi, e nella fattispecie per quello sismico, procedere con la sua valutazione significa conoscere due variabili fondamentali:

La Probabilità (P) che un sisma colpisca un edificio;
La Magnitudo dei danni (D) attesi nel caso in cui si dovesse realmente verificare quell’evento.

Questo avviene perché, in via del tutto generale, la stima del rischio sismico (R) è data dalla combinazione delle due variabili sopra evidenziate; ovvero

Rf(PD).

In molti casi si tende a semplificare questa funzione con l’espressione

RPD

Tutto questo è naturalmente confermato dallo stesso D.Lgs 81/2008 all’art. 2, lettera s, dove viene fornita la Definizione di Rischio:

“Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione”.

In termini “comprensibili” a tutti il rischio sismico rappresenta cioè laprobabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone; ed implica l’esistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno.

Per la tua azienda quest’ultima affermazione si schematizza come segue:

  1. Sorgente di pericolo ==> terremoto;
  2. Possibilità che si trasformi in un danno ==> da alta se l’edificio non è antisismico a bassa se lo è;
  3. Probabilità che accada un evento ==> ??


Per chi non è un addetto ai lavori, il vero problema è proprio quello di capire come funziona questa benedetta probabilità!

Cioè il punto 3 della lista…

Allora, in questo articolo del BLOG, dopo tutta quest’ampia premessa, vorrei proprio concentrarmi sul concetto di probabilità.

La PROBABILITA’ nella valutazione del rischio sismico.

Nello specifico caso del rischio sismico la probabilità (P), è da intendersi come possibilità che l’evento capace di indurre danno possa manifestarsi.

Come abbiamo detto sopra, l’imprevedibilità di un evento sismico è una certezza; e, allo stesso tempo, passare dal concetto di “imprevedibilità” a quello di “probabilità” che un terremoto possa effettivamente concretizzarsi non è cosa semplice.

Così come non lo è affatto il pronostico sull’entità con cui potrebbe colpire e dove.

Dal punto di vista della “magnitudo” lo strumento ufficiale che viene richiamato dalle norme vigenti (NTC 2008) è la mappa della pericolosità sismica (vedi fotografia).

Mappa del Rischio Sismico
Mappa di Pericolosità Sismica

Non sto qui a stressarti la vita per spiegarti quali sono gli strumenti scientifici, le teorie e quant’altro hanno utilizzato per realizzarla, perché sarebbe veramente troppo lunga!

Mi limiterò solo a dirti cosa rappresenta e come si legge…

In quella carta la pericolosità è espressa in termini di accelerazione massima del suolo con probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni riferita a suoli rigidi ed è stata realizzata dell’ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA interpolando tra loro dati di diverse teorie e ricerche.

Rispetto a quelle del passato è estremamente più evoluta, anche se ancora carente di una serie di dati che sarebbero stati veramente utili (ad esempio “il tempo di ricorrenza”) per contenere il livello di casualità.

L’evento sismico viene effettivamente ancora considerato come episodio del tutto casualesenza una effettiva differenziazione in termini di probabilità fra punti appartenenti alla stessa zona sismogenetica.

Dal punto di vista temporale la norma italiana, per questo motivo, ha praticamente bypassato i concetti di probabilità e di prevedibilità, introducendo la logica del “sisma atteso nel prossimo futuro” zona per zona.

L’unico franco di incertezza viene attribuito solo al superamento (probabilità di…) del 10% del valore di accelerazione indicato.

Allora, per le Leggi italiane, qual è la probabilità che un sisma con accelerazione pari a quella riportata sulla carta arrivi nel prossimo futuro?

Te la faccio BREVE BREVE: 100%!

Ossia, nella valutazione del rischio sismico della tua azienda devi mettere in conto che, nel prossimo futuro, l’immobile sia investito da un sisma di accelerazione pari a quella indicata dalla carta di pericolosità.

Ovvero: il valore da attribuire al rischio sismico sarà pari a D che, come sai, rappresenta la magnitudo dei danni attesi in funzione delle caratteristiche del sisma indicato dalla cartografia.

=D

E potrà variare da alto, medio a basso.

Spero di essere stato chiaro anche se l’argomento non è proprio dei più semplici…

Mi hanno insegnato sin da piccolo che, nelle difficoltà, comunque è sempre buona cosa affidarsi ad un esperto del settore.

Sei già al corrente che CapannoneSicuro®svolge solo questo tipo di valutazioni e perizie,  che iniziano sempre con un check-up o screening preliminare: per approfondire il tuo caso specifico puoi prenotarne uno gratuito compilando il modulo che trovi qui:


Non devo aggiungerti altro perché hai già tutte le informazioni necessarie a risolvere il problema del rischio sismico nella tua azienda.

Arrivederci.

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