Data center e sale server in capannone: il rischio sismico che mette a rischio gli SLA

Data center e sale server in capannone: il rischio sismico che mette a rischio gli SLA

Un data center vende, prima di tutto, una cosa: continuità. Uptime, SLA, garanzie di servizio. E il terremoto è, per definizione, il nemico naturale della continuità. Per questo il rischio sismico di un data center ospitato in un capannone va preso molto sul serio.

Rischio sismico e data center: perché il downtime è il vero danno

In una sala server, un evento sismico colpisce su più fronti contemporaneamente:

  • i rack, che possono oscillare, spostarsi o ribaltarsi;
  • i pavimenti flottanti e i percorsi cavi;
  • gli impianti di raffreddamento e alimentazione, critici quanto i server;
  • e, sotto tutto, la struttura del capannone che li ospita.

Il risultato è il peggiore per il tuo business: downtime, SLA violati, penali e clienti che perdono fiducia.

La struttura prima dei server

Si tende a blindare i server e a dimenticare i muri che li circondano. Ma se il capannone è vulnerabile, ogni investimento in ridondanza interna rischia di essere vanificato da una scossa. La verifica sismica dell’involucro viene prima.

Mettere in sicurezza senza spegnere tutto

La sfida, in un data center, è intervenire senza fermare l’operatività. Si può: con lavorazioni per zone e tecniche poco invasive sui collegamenti strutturali, si rende sicuro il capannone mentre i server continuano a girare.

È business continuity allo stato puro

Per un data center, mettere in sicurezza il capannone è garantire l’SLA. È il concetto di business continuity portato all’estremo: qui ogni minuto di stop ha un prezzo contrattuale.

Cosa puoi fare adesso

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