Marcatura CE dispositivi antisismici: perché non tutte le CE sono uguali

Prima o poi capita a ogni imprenditore che si informa sulla sicurezza del suo capannone. Arriva un preventivo per “mettere in sicurezza i nodi strutturali” con delle piastre in acciaio, e alla domanda sulle certificazioni la risposta è pronta: “tranquillo, è tutto certificato CE”.
È una frase vera. Ed è proprio questo il problema, perché quella frase vera fa nascere un equivoco che può costarti caro: non tutte le marcature CE dicono la stessa cosa. Due pezzi di acciaio possono avere entrambi la CE ed essere stati esaminati per cose che non c’entrano nulla l’una con l’altra.
In questo articolo facciamo chiarezza una volta per tutte sulle due norme che si incontrano quando si parla di acciaio sui nodi di un capannone: la EN 1090 e la UNI EN 15129. Alla fine saprai esattamente quale domanda fare a chi ti propone il prossimo preventivo.
La marcatura CE non è un bollino unico
Il marchio CE non certifica “la qualità” in generale. Attesta che un prodotto rispetta una norma tecnica precisa, e sul certificato c’è scritto quale. Ce l’hanno i giocattoli, ce l’hanno gli ascensori: stesso marchio, esami completamente diversi.
Per questo la domanda giusta non è “è certificato CE?”, ma “CE secondo quale norma?”. Vediamo le due risposte possibili quando si parla di acciaio montato sui nodi del tuo capannone.
EN 1090: il certificato del fabbro
La EN 1090 è la norma della carpenteria metallica strutturale. Qualsiasi officina che produce elementi in acciaio per le costruzioni deve rispettarla, e la marcatura CE che ne deriva attesta cose importanti:
- l’acciaio è quello dichiarato, con i documenti che lo provano;
- i saldatori sono qualificati e le saldature seguono le procedure corrette;
- tagli, fori e tolleranze rispettano la classe di esecuzione prevista;
- l’officina ha un controllo di produzione interno.
Tradotto: la piastra è fatta bene. È un certificato serio e necessario, ma guarda solo come il pezzo è stato costruito. Nella EN 1090 non esiste una sola prova su come quel pezzo si comporta durante un terremoto. Zero prove sismiche, zero cicli di carico alternato, zero prestazioni dichiarate sotto sisma.
Attenzione: non è un difetto della norma. Semplicemente non è il suo mestiere. Il problema nasce quando un certificato di fabbricazione viene presentato come se fosse una garanzia antisismica.
UNI EN 15129: il certificato del terremoto
La UNI EN 15129 è la norma europea dei dispositivi antisismici: gli oggetti progettati apposta per modificare la risposta di una struttura al terremoto. Ne copre quattro famiglie, dai dispositivi di vincolo che trattengono gli elementi, ai dissipatori che bruciano l’energia del sisma, fino agli isolatori.
Qui l’esame è di un altro livello, perché non riguarda come il pezzo è fatto, ma cosa il pezzo fa quando la terra trema:
- i prototipi vengono provati in laboratorio con cicli di carico alternato, avanti e indietro come in un terremoto vero, sotto il controllo di un organismo notificato indipendente;
- il produttore firma una Dichiarazione di Prestazione: un documento con valore legale in cui dichiara forze, spostamenti e capacità del dispositivo, assumendosene la responsabilità;
- la fabbrica viene ispezionata e sorvegliata nel tempo da quell’ente terzo, per garantire che ogni pezzo prodotto sia uguale a quello provato;
- ogni fornitura arriva con il manuale di installazione e manutenzione;
- ogni singolo dispositivo porta un codice univoco di identificazione, marcato sul pezzo: da quel codice si risale al lotto di produzione, ai certificati dei materiali e alle prove eseguite. Significa che il dispositivo montato sul tuo capannone non è “un pezzo come tanti”, ma un esemplare tracciato, con la sua storia documentata: se tra dieci anni serve verificarlo o sostituirlo, si sa esattamente cos’è, chi l’ha prodotto e come è stato provato.
In una frase: un dispositivo marcato CE secondo la UNI EN 15129 ha già visto il terremoto in laboratorio, molte volte, prima di arrivare sul tuo capannone. Una piastra EN 1090 lo incontrerà per la prima volta sopra la testa dei tuoi operai.
E la ISO 9001?
Nei preventivi compare spesso anche lei: “azienda certificata ISO 9001”. Anche qui, tutto vero e tutto fuorviante. La ISO 9001 certifica il sistema di gestione dell’azienda, cioè il modo in cui organizza procedure e processi. Non è una certificazione di prodotto: non dice nulla su nessun pezzo specifico che esce dall’officina, e non c’entra nulla con la marcatura CE.
Regola pratica: più certificati ti mostrano, più conta capire quale di questi parla del comportamento sotto sisma. ISO 9001 ed EN 1090, da sole, non ne parlano.
Cosa dice la legge: le NTC 2018
Questa distinzione non è una nostra opinione commerciale. Sta scritta nelle Norme Tecniche per le Costruzioni, al capitolo 11.9: i dispositivi antisismici, cioè i componenti che hanno il compito di modificare la risposta sismica della struttura, devono essere marcati CE secondo la UNI EN 15129. Nei casi in cui la marcatura non è applicabile, serve un certificato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che vale 5 anni. E in cantiere la Direzione Lavori deve verificare e accettare i dispositivi con la documentazione che li accompagna.
Un chiarimento doveroso, perché noi le cose le diciamo come stanno: una piastra di collegamento calcolata da un ingegnere secondo le NTC è perfettamente legittima, se fa il lavoro del collegamento. Ma nel momento in cui a quel pezzo di acciaio viene chiesto il mestiere del dispositivo antisismico, trattenere una trave durante il sisma, limitare le forze, dissipare energia, allora la legge pretende un componente qualificato per quel mestiere. Usare ferramenta generica al posto di un dispositivo qualificato è l’errore che trasforma un intervento di sicurezza in un’illusione di sicurezza.
La domanda da fare al prossimo preventivo
Ora hai lo strumento per difenderti, ed è una domanda sola:
“Questi componenti sono marcati CE secondo quale norma?”
- Se la risposta è EN 1090: hai davanti carpenteria fatta bene, che nessuno ha mai esaminato per il terremoto.
- Se la risposta è UNI EN 15129 (o certificato del Servizio Tecnico Centrale): hai davanti un dispositivo antisismico vero, con prestazioni provate e firmate.
Chiedi di vedere la Dichiarazione di Prestazione: chi ha un dispositivo qualificato te la mostra volentieri, perché è il suo biglietto da visita. Chi non ce l’ha, di solito, cambia discorso.
Domande frequenti
La marcatura CE garantisce che un prodotto è antisismico?
No. La marcatura CE attesta la conformità a una norma specifica, che va sempre verificata. Solo la CE secondo la UNI EN 15129 riguarda le prestazioni sismiche di un dispositivo; la CE secondo EN 1090 riguarda la fabbricazione della carpenteria metallica.
Cosa deve avere un dispositivo antisismico per essere in regola?
Secondo le NTC 2018 (capitolo 11.9): marcatura CE secondo UNI EN 15129 oppure certificato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale, più il manuale di installazione e manutenzione. In cantiere la Direzione Lavori deve accettare i dispositivi con la loro documentazione.
Il mio capannone ha già delle piastre sui nodi: sono da buttare?
Non è detto, dipende da cosa devono fare e da come sono state progettate. Il primo passo è farle valutare da un tecnico: è esattamente il tipo di verifica che facciamo con lo screening gratuito.
Prima delle certificazioni, una domanda ancora più semplice
Tutto questo discorso presuppone di sapere come sono fatti oggi i nodi del tuo capannone. La maggior parte degli imprenditori non lo sa, perché nessuno gliel’ha mai fatto vedere.
Con lo screening gratuito di Capannone Sicuro un nostro tecnico analizza il tuo capannone e ti dice, in un report chiaro e senza impegno, dove sono i punti deboli e cosa merita un approfondimento. Prima di valutare qualsiasi preventivo, sapere come stai è il vantaggio più grande che puoi darti.
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