Indice di sicurezza sismica: il numero che deve esserci nel documento del tuo capannone

Indice di sicurezza sismica scritto nella relazione finale di un capannone prefabbricato

Prova a fare una domanda semplice a chi ti ha proposto la messa in sicurezza del capannone: quanto regge, il mio capannone, prima e dopo il vostro intervento? Se la risposta è “sarà a norma”, “sarà in sicurezza”, “guadagna tre classi”, non hai avuto una risposta. La risposta giusta è un numero, si chiama indice di sicurezza sismica, e in questo articolo vediamo cos’è, dove deve comparire e perché senza quel numero un intervento non ha un risultato, ha solo una fattura.

Cos’è l’indice di sicurezza sismica, detto semplice

Ogni punto d’Italia ha una sua pericolosità sismica, cioè un livello di scuotimento che la norma prende come riferimento per progettare un edificio nuovo lì. L’indice di sicurezza sismica confronta quello che il tuo capannone regge con quello che la norma chiederebbe a un capannone nuovo costruito nello stesso posto.

È un rapporto, quindi un numero tra zero e uno, o una percentuale. Indice 1, o 100%, vuol dire che il capannone regge le azioni sismiche di riferimento come se fosse stato costruito oggi. Indice 0,5 vuol dire che ne regge la metà. Indice 0,2, un quinto.

Le NTC 2018 lo chiamano ζE e lo definiscono al paragrafo 8.3: il rapporto tra l’azione sismica massima che la costruzione sopporta e quella che sopporterebbe una costruzione nuova nello stesso sito. Ne avevamo parlato spiegando che cosa significa davvero capannone sicuro: è il numero che trasforma un aggettivo in un fatto.

Lo stesso rapporto, calcolato sull’accelerazione al suolo, ha un secondo nome nelle linee guida per la classificazione del rischio sismico: IS-V, indice di sicurezza per la salvaguardia della vita. Da lì escono le classi di rischio dalla A+ alla G di cui abbiamo scritto nella guida alle classi di rischio sismico del capannone. Due nomi, un solo concetto: prima si calcola il numero, poi al numero si dà una lettera.

Il referto con scritto “a posto”

Immagina di ritirare le analisi del sangue e di trovare, al posto dei valori, la parola “a posto”. Niente numero, niente intervallo di riferimento. Il medico che le ha firmate magari ha ragione, ma tu non puoi saperlo, il prossimo medico non può confrontarle e fra un anno nessuno saprà se sei migliorato o peggiorato.

Con i capannoni succede la stessa cosa, e succede spesso. Relazioni che dicono “messa in sicurezza eseguita”. Preventivi che promettono “conformità alle norme antisismiche”. Referenze che parlano di “miglioramento di tre classi” senza dire da quale numero a quale numero. Sono referti con scritto “a posto”. L’indice di sicurezza sismica è il valore che manca, e la differenza tra chi te lo dà e chi non te lo dà non è una finezza da ingegneri: è la differenza tra un risultato e una dichiarazione.

Dove deve comparire il numero: prima, nel progetto, dopo

Il percorso corretto produce l’indice di sicurezza sismica tre volte.

La prima volta nella valutazione della sicurezza, cioè la diagnosi del capannone com’è oggi: rilievo, documenti originali, prove sui materiali dove servono, modello di calcolo, e alla fine il numero di partenza. Senza questo passaggio nessuno può dire quanto regge il tuo capannone, può solo supporlo.

La seconda volta nel progetto, come obiettivo. Qui la norma è precisa, e conviene conoscerla per leggere i preventivi. Le NTC 2018 al paragrafo 8.4 distinguono tre categorie di intervento. L’intervento locale riguarda singoli elementi e non chiede di calcolare l’indice del capannone: non produce un numero prima e uno dopo.

Il miglioramento estende la valutazione a tutto il capannone e, per un capannone produttivo, deve alzare l’indice di almeno 0,1. L’adeguamento deve portarlo a 1, cioè al livello di una costruzione nuova, salvo i casi in cui la norma ammette 0,8. Lo abbiamo raccontato nella pagina sull’adeguamento sismico dei capannoni, e vale ripeterlo qui: se il preventivo che hai in mano è un intervento locale, il numero non c’è per definizione.

La terza volta a fine lavori, nella relazione firmata dal progettista: l’indice raggiunto, con il calcolo che lo sostiene. È il documento che resta a te. Quello che dice quanto regge il capannone adesso, e che potrai mostrare a chiunque ti chieda conto della sicurezza dell’edificio.

Le tre domande da fare a chi ti propone l’intervento

  1. 1. Qual è l’indice di sicurezza sismica del mio capannone oggi, e chi lo ha calcolato?
  2. 2. Qual è l’indice che l’intervento si impegna a raggiungere, e in quale categoria delle NTC 2018 rientra: locale, miglioramento o adeguamento?
  3. 3. A fine lavori ricevo una relazione firmata con l’indice raggiunto?

Se alla prima domanda la risposta è “non serve calcolarlo”, stai guardando un intervento locale, e va bene saperlo prima. Ne abbiamo scritto a proposito degli interventi locali e del Sismabonus: per anni il bonus si è preso anche senza sapere da quale numero si partiva. Dal 2025 le regole sono cambiate, ne parliamo nella guida al Sismabonus per i capannoni nel 2026, e il calcolo è tornato al centro.

A cosa ti serve il numero, fuori dal cantiere

L’indice di sicurezza sismica non è un trofeo da appendere. È il dato che regge tre documenti che prima o poi ti chiederanno.

Il DVR. Il Testo Unico sulla sicurezza mette la valutazione di tutti i rischi fra gli obblighi che il datore di lavoro non può delegare (articolo 17) e dice che deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori (articolo 28). La valutazione del rischio sismico nel DVR riguarda il contenitore e il contenuto, cioè il capannone e quello che c’è dentro, scaffalature, impianti e macchinari compresi. Per il DVR il numero non è obbligatorio, la norma ammette anche valutazioni a giudizio esperto; ma sulla parte che riguarda il capannone, un numero calcolato da un tecnico è la risposta più solida che esista, molto più di una crocetta.

L’assicurazione. Nei questionari sul rischio catastrofale trovi la domanda sull’anno dell’intervento antisismico con la richiesta di allegare la documentazione. La relazione con l’indice prima e dopo è quella documentazione. “Messa in sicurezza eseguita” senza numero è una riga che un liquidatore può leggere come vuole.

La vendita, la locazione, la banca. Chi valuta il tuo immobile, oggi, chiede sempre più spesso in che condizioni è rispetto al sisma. Un indice è una risposta che si confronta con altri immobili; un aggettivo no.

Come lo produciamo noi

Il nostro percorso parte dalla diagnosi, che si paga, e produce l’indice di sicurezza sismica prima di parlare di dispositivi. Poi il dimensionamento: i dissipatori certificati UNI EN 15129 vengono scelti e tarati sulla singola struttura per portare l’indice all’obiettivo fissato nel progetto, lavorando sui nodi, senza toccare le fondamenta. Alla fine la relazione firmata dal nostro ingegnere, con l’indice raggiunto. I nostri interventi sono impostati come miglioramento o adeguamento: c’è un numero prima, un numero dopo e un documento che li riporta.

Il primo passo, invece, non costa niente e non dà ancora un numero: lo screening gratuito. Lo eseguiamo da remoto, sulle foto e sui documenti del tuo capannone, e ti dice se ci sono segnali che meritano la diagnosi vera. Da lì decidi tu.

Domande frequenti

Come si calcola l’indice di sicurezza sismica?

Con una valutazione della sicurezza secondo le NTC 2018: rilievo del capannone, documenti originali, prove sui materiali dove servono, modello di calcolo. Il risultato è il rapporto tra l’azione sismica che il capannone sopporta e quella di riferimento per un capannone nuovo nello stesso sito. Lo firma un ingegnere strutturista.

L’indice va da 0 a 1 o è una percentuale?

Sono lo stesso numero scritto in due modi: 0,6 e 60% dicono la stessa cosa. Le NTC usano il rapporto, le linee guida per le classi di rischio usano la percentuale.

Un capannone nuovo ha indice 1?

Un capannone progettato con le norme attuali nasce con indice 1, perché regge esattamente le azioni sismiche di riferimento del suo sito. Un capannone prefabbricato degli anni Ottanta o Novanta, con le travi appoggiate sui pilastri, parte spesso molto più in basso.

Quali sono i livelli dell’indice di sicurezza sismica?

Le linee guida per la classificazione del rischio sismico traducono l’indice in classi: dalla A+ per chi è al livello di un edificio nuovo, scendendo di lettera man mano che l’indice cala. Le soglie precise sono nell’allegato A del D.M. 58/2017, e le trovi spiegate nella nostra guida alle classi.

Perché il preventivo che ho ricevuto non riporta nessun indice?

Quasi sempre perché è un intervento locale: per la norma non richiede la valutazione dell’intero edificio, quindi il numero non viene calcolato. Non è un’omissione dell’impresa, è la categoria dell’intervento. Chiedilo per iscritto, così sai cosa stai comprando.

Pretendi il numero, prima di firmare

Se hai un preventivo o una relazione senza indice di sicurezza sismica e vuoi capire cosa ti stanno proponendo, il primo passo non costa niente: lo screening gratuito, da remoto, su foto e documenti del tuo capannone.

Richiedi lo screening gratuito del tuo capannone: ti diciamo se ci sono segnali da approfondire e con quale impostazione.

Se invece il numero lo vuoi subito, il percorso è la valutazione del rischio sismico: diagnosi a pagamento, indice di partenza scritto e firmato. Oppure chiamaci al Numero Verde 800 033 786.

Le fonti di questo articolo

  • D.M. 17 gennaio 2018, Norme Tecniche per le Costruzioni, § 8.3 (valutazione della sicurezza e indicatore ζE) e § 8.4 (riparazione o intervento locale, miglioramento, adeguamento).
  • D.M. 28 febbraio 2017 n. 58 e D.M. 7 marzo 2017 n. 65, Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, allegato A: indice IS-V e classi di rischio.
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, articolo 17 (obblighi non delegabili del datore di lavoro) e articolo 28 (oggetto della valutazione dei rischi).
  • UNI EN 15129, “Dispositivi antisismici”.

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