Sopraelevare il capannone industriale: si può fare senza compromettere la sicurezza sismica?

L’azienda cresce, lo spazio non basta più, ma traslocare è impensabile. Allora parte l’idea: «E se sopraelevassi? Sfrutto l’altezza e mi tengo dove sono».
Idea ottima sulla carta. Ma prima di tirare su anche un solo metro, c’è una domanda da farsi: la struttura che ho già, regge il peso e le forze di quella in più?
Sopraelevare vuol dire cambiare le carte in tavola
Un capannone è un sistema in equilibrio: pesi, carichi, forze, tutto progettato (si spera) per com’era al momento della costruzione. Quando sopraelevi, aggiungi massa e modifichi quel sistema.
E in caso di terremoto, più massa in alto significa forze più importanti che si scaricano su pilastri e fondazioni esistenti. Se quegli elementi non erano pensati per reggere tutto questo, hai creato un problema dove prima non c’era.
Prima dei lavori: la verifica, non i sogni
La sequenza giusta è una sola: prima si verifica la struttura esistente, poi si decide se e come sopraelevare.
Si parte da una verifica sismica dell’edificio per capire i suoi limiti reali. Solo a quel punto si può dire se la sopraelevazione è possibile così com’è, oppure se serve prima rinforzare.
Sopraelevare può diventare l’occasione per metterti a norma
C’è anche un lato positivo. Spesso l’intervento di sopraelevazione si combina con un adeguamento sismico: già che apri il cantiere e metti mano alla struttura, la rendi anche più sicura di prima.
In questo modo ottieni più spazio e un capannone finalmente solido, con la possibilità di muoverti nel rispetto della normativa sull’adeguamento sismico.
Cosa puoi fare adesso
Stai valutando una sopraelevazione? Non partire dal progetto architettonico: parti dalla struttura. Una verifica preventiva ti dice subito cosa è possibile e cosa no, evitandoti progetti che poi si bloccano.
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Capannone Sicuro®

