Il report di screening sismico si legge come uno scontrino, non come un totale

Se al ristorante ti portano un foglietto con scritto solo “totale: 140 euro”, paghi e non sai cosa hai pagato. Lo scontrino è un’altra cosa: una riga per ogni piatto, il prezzo accanto, e la somma in fondo che chiunque può rifare. Un report di screening sismico serio funziona così. Per ogni punto del capannone che abbiamo guardato, c’è la tua foto, quello che si vede nella foto, e la conclusione che ne tiriamo. Il “totale”, cioè se ci sono criticità da approfondire e quante, è l’ultima riga, non l’unica.
Questo è il terzo pezzo della serie sul problema di Gettier: si può avere ragione senza sapere. Nei primi due abbiamo visto il capannone che è in piedi per caso e il rinforzo che funziona per caso. Qui il tema è il documento: come si riconosce una diagnosi che sa, da una che ci ha azzeccato.
Conoscere è poter ricostruire il percorso
La frase che INGENIO usa per chiudere il discorso su Gettier applicato alle costruzioni è questa: in ingegneria, sapere significa poter ricostruire il percorso che porta alla conclusione. Dall’osservazione al dato, dal dato all’ipotesi, dall’ipotesi alla decisione. Ogni passaggio tracciabile. Una diagnosi che salta un passaggio può anche essere giusta, ma nessuno può controllarla, e quindi nessuno può sapere se è giusta o fortunata.
Applicato a un capannone, il percorso ha quattro tappe. L’osservazione: la foto del nodo trave-pilastro della campata più vecchia. Il dato: nella foto si vede il cuscinetto di neoprene e nessun collegamento meccanico fra trave e pilastro. L’ipotesi: quel nodo lavora ad attrito, come si faceva prima che la norma chiedesse altro. La conclusione: se arrivano le azioni sismiche previste oggi nel tuo comune, quel nodo è il punto da cui partire.
Quattro righe. Chiunque le legga può andare sotto quella trave e verificare la prima, ragionare sulla seconda e sulla terza, e decidere sulla quarta. È uno scontrino.
Cosa c’è nel report di screening sismico che ti mandiamo
Il nostro report è costruito su questa idea, e le sue pagine seguono l’ordine del percorso.
La prima parte è l’anagrafica: chi sei, dov’è il capannone, i dati catastali. Serve a una cosa precisa: a fissare il comune, perché dal comune dipende la domanda che il terremoto farà alla tua struttura.
La seconda parte sono le caratteristiche del fabbricato: anno di costruzione, destinazione, piani, superficie, copertura, soppalchi. Sono i dati che hai scritto tu nel modulo.
La terza parte è la storia: cos’era il tuo comune, dal punto di vista sismico, l’anno in cui il capannone è stato costruito, e cos’è oggi. Qui ogni riga ha una fonte, perché la classificazione è un atto amministrativo con una data, non un’opinione. Il capannone che era in regola con la sua norma, e non lo è con quella di oggi, è il tema del pezzo da cui è nata questa serie.
La quarta parte sono le criticità, ed è la pagina dello scontrino. Per ciascun punto che ti abbiamo fatto fotografare, il nodo trave-pilastro, l’aggancio dei pannelli, la copertura, le scaffalature, c’è la figura con la tua foto e la didascalia con quello che si vede e quello che ne deduciamo. Non “il capannone presenta criticità”: “in figura 2, nel nodo della campata est, non si vede alcun ritegno meccanico fra trave e pilastro”.
La quinta parte sono le conclusioni: cosa va approfondito e con quali strumenti. Perché lo screening è un’analisi preliminare, fatta dalle foto, e lo dice. Non sostituisce la valutazione, il progetto o il collaudo: dice da dove partire.
Il documento che dice “a posto”
Il contrario dello scontrino è il totale scritto a mano. Un documento che dice “struttura in buone condizioni” senza dire quale punto è stato guardato, da chi e come. Oppure, all’opposto, “l’edificio presenta vulnerabilità sismica” senza una foto, senza un nodo, senza un perché.
Tutti e due possono essere veri. Nessuno dei due si può controllare. E un documento che non si può controllare non ti dà conoscenza: ti dà una firma da mettere nel cassetto e sperare che basti. Se poi quel documento deve entrare nel DVR, come prevede il Testo Unico per il datore di lavoro, la differenza fra lo scontrino e il totale diventa la differenza fra una valutazione e un pezzo di carta.
C’è anche un motivo interno per cui insistiamo su questo. I tecnici della nostra rete, i Rilevatori del Rischio Sismico, seguono una procedura scritta: quali punti guardare, in che ordine, cosa fotografare, cosa annotare. Non è burocrazia. È il modo per cui due rilevatori diversi, davanti allo stesso capannone, producono lo stesso scontrino, e per cui ogni riga si può rifare a distanza di anni. Una diagnosi che dipende da chi l’ha fatta quel giorno ha ragione per caso, anche quando ha ragione.
Domande frequenti
Quando è obbligatoria la valutazione della sicurezza sismica?
Gli obblighi di verifica strutturale riguardano casi precisi, che abbiamo messo in fila nel pezzo sulla verifica di vulnerabilità sismica obbligatoria. La valutazione del rischio sismico nel DVR, invece, è in capo a ogni datore di lavoro, sempre. Lo screening è il primo passo gratuito per capire cosa scrivere lì dentro.
Cosa deve avere un capannone per essere a norma?
Per rispondere alle azioni sismiche previste oggi, connessioni capaci di trattenere travi, tegoli e pannelli quando tutto si muove. Il report di screening ti dice, foto per foto, se quelle connessioni si vedono o no.
Da quando è obbligatorio il certificato antisismico?
Un “certificato antisismico” per i capannoni non esiste come documento previsto dalla legge. Esistono la valutazione della sicurezza secondo le norme tecniche, con il suo indice, e la valutazione del rischio nel DVR. Chi ti parla di certificato antisismico obbligatorio ti sta vendendo qualcosa: ne abbiamo scritto nel pezzo sugli obblighi veri e quelli raccontati.
Lo screening è un sopralluogo?
No. Lo screening è da remoto: tu carichi le foto guidate dall’app, noi analizziamo i nodi e ti rispondiamo con il report firmato da un nostro strutturista. Il sopralluogo con rilievo arriva dopo, se dal report emerge qualcosa, ed è parte della valutazione.
Da dove partire
Se hai in mano un documento sul tuo capannone che dice un totale senza le righe, il primo passo è farti fare lo scontrino. È gratuito.
Se sei un tecnico e questo modo di lavorare ti somiglia, il canale dei Rilevatori del Rischio Sismico parte proprio da qui: dalla procedura che rende ogni riga rifacibile.
Le fonti di questo articolo
Andrea Dari, “La valutazione in ingegneria: quando avere ragione non significa sapere”, INGENIO, 13 giugno 2026. D.Lgs. 81/2008, artt. 17 e 28 (valutazione dei rischi, obbligo non delegabile del datore di lavoro). NTC 2018, capitolo 8, costruzioni esistenti.
P.S. Il totale lo sa scrivere chiunque. Lo scontrino lo scrive solo chi ha guardato ogni piatto.