Rilevatore del Rischio Sismico: la nuova professione tecnica che quasi nessuno presidia

Rilevatore del Rischio Sismico: la nuova professione tecnica che quasi nessuno presidia

Ogni tanto, in una professione tecnica, si apre uno spazio nuovo: una competenza che il mercato inizia a chiedere prima che qualcuno la offra. È successo con i certificatori energetici, con i coordinatori della sicurezza, con i tecnici acustici. Oggi sta succedendo con il Rilevatore del Rischio Sismico: la figura che valuta con metodo le vulnerabilità sismiche dei capannoni industriali. In questo articolo: chi è, cosa fa, e perché conviene guardarci adesso e non tra cinque anni.

Da dove nasce la domanda

Tre fatti, messi in fila, spiegano tutto:

  1. 1. In Italia ci sono centinaia di migliaia di capannoni prefabbricati costruiti prima delle attuali norme sismiche: travi appoggiate ai pilastri senza collegamenti meccanici, coperture non vincolate. Il terremoto dell’Emilia del 2012 (28 vittime, in gran parte lavoratori nei capannoni) ha mostrato cosa significa.
  2. 2. Con le riclassificazioni regionali degli ultimi anni, gran parte del centro-nord è salita di zona sismica: Brescia in zona 2, Milano e Torino in zona 3, il Veneto senza più zona 4.
  3. 3. Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi per i lavoratori, e il rischio sismico del fabbricato è uno di questi; assicurazioni e banche, dal canto loro, hanno iniziato a chiedere conto dello stato degli immobili.

La domanda quindi c’è, e cresce. Quello che manca è l’offerta: la valutazione richiede una competenza che non è nella cassetta degli attrezzi standard di nessuna figura esistente. È troppo strutturale per il consulente sicurezza, troppo speditiva e commerciale per lo strutturista puro.

Cosa fa, concretamente, un Rilevatore

Il Rilevatore del Rischio Sismico esegue rilevazioni speditive codificate sui capannoni: sopralluogo, esame dei punti critici del fabbricato (appoggi trave-pilastro, collegamenti della copertura, tamponamenti, tramezzature, scaffalature), raccolta dei dati con strumenti e software dedicati, restituzione di un quadro chiaro al committente.

Non sostituisce la verifica di vulnerabilità ingegneristica: la precede. Il suo output dice all’imprenditore se e dove il suo capannone ha un problema e cosa fare dopo. Ed è il punto di partenza di tutta la filiera della messa in sicurezza: dalla valutazione del rischio in ottica DVR fino agli interventi con dispositivi antisismici, di cui abbiamo parlato in come rendere antisismico un edificio esistente.

A chi si adatta questa specializzazione

Il profilo tipico è un tecnico del settore edile o della sicurezza: ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, ma anche consulenti per la sicurezza sul lavoro con base tecnica. Due situazioni in particolare la rendono interessante:

  • Chi lavora già con le aziende: se segui imprese come consulente 81/08, RSPP esterno o tecnico di fiducia, questa competenza completa il tuo servizio: ogni azienda con un capannone pre-2003 ha bisogno di una risposta che oggi quasi nessuno le sta dando.
  • Chi vuole qualificarsi davvero: nelle prestazioni tradizionali è difficile distinguersi; una specializzazione vera, con formazione e certificazione, è il modo più solido per farlo.

Come ci si forma: il sistema Capannone Sicuro

La rete dei Rilevatori del Rischio Sismico Capannone Sicuro funziona in franchising: corso specialistico sul metodo di rilevazione con test finale e certificazione, strumenti e software dedicati, affiancamento iniziale, aggiornamenti periodici e supporto continuo. Ogni rilevatore opera con esclusiva di zona e con la forza di un marchio nazionale, ed è il riferimento della rete per le aziende del proprio territorio che chiedono una valutazione.

C’è poi un effetto rete che conta: quando dalla rilevazione emerge la necessità di intervenire, la filiera prosegue con gli installatori certificati di dispositivi antisismici della stessa rete: il rilevatore resta il riferimento tecnico del cliente per tutto il percorso.

Il momento giusto è adesso

Le specializzazioni premiano chi arriva presto. Oggi i Rilevatori certificati sono pochi e il bisogno delle aziende cresce in modo strutturale: riclassificazioni, polizza catastrofale obbligatoria, attenzione delle banche e memoria del 2012 spingono tutte nella stessa direzione. Le aziende hanno bisogno di questa figura adesso: chi si forma per primo potrà rispondere per primo.

Se vuoi capire se la tua provincia è ancora libera, parti dalla pagina della rete Rilevatori: il colloquio conoscitivo non impegna.

Domande frequenti

Serve essere iscritti a un Ordine o Collegio?

La rete si rivolge a tecnici del settore edile e della sicurezza: ingegneri, architetti, geometri, periti industriali e consulenti con base tecnica. Il profilo esatto si valuta nel colloquio conoscitivo.

Quanto tempo richiede la formazione?

Un corso specialistico concentrato con test finale, seguito da affiancamento sul campo e aggiornamenti periodici: pensato per chi già lavora e non può fermarsi.

È compatibile con la mia attività attuale?

Sì, è il caso più tipico: la rilevazione del rischio sismico si aggiunge come servizio specialistico all’attività esistente, spesso proprio sul parco clienti che già segui.

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