Come rendere antisismico un edificio esistente in modo “facile”

Come rendere antisismico un edificio esistente in modo “facile”

Come rendere antisismico un edificio esistente?

Se sei un imprenditore che svolge la sua attività all’interno di un capannone industriale, forse ti sei posto questa domanda. E se lo hai fatto è solo perché non “ti fidi troppo della tua struttura”, perché magari è vecchia e perché non sai se è stata tirata su seguendo la normativa antisismica.

L’Italia è tra le aree più sismiche del Mediterraneo, e il tuo capannone è il posto dove i tuoi dipendenti passano otto ore al giorno.

La maggior parte dei capannoni italiani è nata prima che il suo comune fosse classificato sismico, quindi senza nessun criterio antisismico. Se il tuo è tra questi, il problema è tuo, non della statistica.

Qui ti spiego come rendere antisismico un edificio esistente, cioè il tuo capannone, in tre passi. E come rendere il tuo capannone industriale antisismico, cioè un luogo sicuro e protetto in caso di terremoto.

Non aspettare la scossa per scoprire come sei messo. La prima cosa da fare è leggere il prossimo paragrafo.

Come rendere un edificio esistente antisismico e come leggere la mappa sismica italiana

Perché ho tirato in ballo la mappa sismica italiana?

Perché dal 2003, come ho sottolineato anche in un altro articolo che puoi leggere cliccando qui, è cambiato tutto: l’Italia è stata suddivisa in diverse zone di pericolosità sismica.

Ma sicuramente questa è una cosa che già sai. Però, forse non sai che si continua a commettere sempre lo stesso errore. E sai qual è?

Te lo dico subito.

Rarissimamente, nelle notizie dei media relative ai terremoti (che purtroppo si manifestano nel nostro Paese con gran frequenza e forza!) vengono fornite indicazioni sul grado di esposizione prima del terremoto del territorio colpito; al limite, di fronte ad un danneggiamento diffuso, si limitano a riportare il valore delle perdite causate dell’evento!

Come se qualsiasi parte d’Italia fosse da considerarsi alla stessa stregua. Non è così!

In altre parole, ci si concentra sul danno emergente e quasi mai sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio di quell’area geografica.

E nella maggior parte dei casi le notizie si chiudono con un “non ci sono danni a cose o persone”. Ma tutto dipende dal grado di vulnerabilità del patrimonio edilizio delle varie aree geografiche. Tradotto: ci sono aree in Italia dove il rischio sismico per i capannoni industriali è più alto.

E la dimostrazione diretta è il confronto delle carte geografiche ante e post 2003 sulla “zonizzazione sismica” che trovi nella foto sotto.

È immediato rendersi conto che, a partire solo dal 2003, moltissimi territori di quell’area geografica sono passati in classe 3 o 4 da una situazione pregressa di zona NON SISMICA!

Il tuo capannone in che zona si trova?

Costruiamo edifici da 2000 anni in un territorio a rischio sismico e la nostra normativa antisismica SOLO nel 2003 ha iniziato ad allinearsi realmente al rischio che corriamo tutti i giorni!

Incredibile.

Se ci pensi bene è proprio così e, tutto questo, si traduce nel fatto che, solo dal 2003, in tanti territori è emersa la consapevolezza di dover progettare e costruire edifici antisismici. In pratica, solo dal 2003 ci si è iniziato a chiedere:come costruire un edificio antisismico? E anche: come rendere antisismico un edificio esistente?

Parliamoci chiaro, tutto quello che è stato costruito ante 2003 è molto probabilmente vulnerabile al sisma e, quindi, contribuisce a rendere quei luoghi ad alto grado di esposizione.

Quando è stato costruito il tuo capannone industriale? È stato mai oggetto di valutazioni e miglioramenti per rendere la struttura più sicura in caso di forte sisma?

Come rendere antisismico un edificio esistente: passiamo ai fatti!

Ti chiedo scusa se mi sono dilungato un po’ con questa premessa, ma era d’obbligo!

Ma ora passiamo ai fatti.

È chiaro che, per continuare a poter sorridere in barba al terremoto, non dobbiamo far altro che mettere mano, una volta per tutte, alla riduzione di quel grado di rischio d’esposizione che, come già sai, si ottiene SOLO iniziando ad agire concretamente per il miglioramento o adeguamento sismico, per ridurre il rischio sismico dei capannoni prefabbricati e non.

Altra strada non c’è.

E un imprenditore con un capannone costruito prima del 2003, senza il rispetto dei criteri antisismici, dovrebbe subito correre ai ripari partendo da una valutazione del rischio sismico specifica per la sua struttura e per la zona in cui si trova e intervenire sui nodi, senza toccare le fondamenta, con i dissipatori. E deve farlo per 3 buone ragioni:

  1. per salvaguardare la vita umana e il contenuto dell’azienda. Un capannone antisismico è progettato per resistere alle scosse sismiche senza crollare o subire gravi danni, proteggendo così le persone che vi lavorano e le merci o le attrezzature che vi sono conservate. Un capannone non antisismico, invece, è a rischio di lesioni o crolli parziali o totali, con conseguenze drammatiche per la sicurezza e l’economia dell’impresa.
  2. Per limitare i danni alle strutture in caso di forte sisma e ridurre i costi di riparazione. Un capannone antisismico è dotato di dispositivi che assorbono e dissipano l’energia del terremoto, evitando di trasferire forti sollecitazioni alla struttura portante. Questo significa che la struttura subisce meno deformazioni e danneggiamenti e richiede meno interventi di manutenzione o ristrutturazione dopo un evento sismico. Un capannone non antisismico, invece, è soggetto a tensioni e fessurazioni che compromettono la stabilità e la funzionalità della struttura e richiedono costose opere di ripristino.
  3. Per evitare il fermo della produzione e ripartire immediatamente.Un capannone antisismico è in grado di garantire la continuità operativa dell’attività anche in caso di terremoto, poiché la struttura non subisce danni irreparabili e non necessita di lunghi tempi di verifica o messa in sicurezza. Questo significa ripartire in tempi brevi. Un capannone non antisismico, invece, è esposto al rischio di dover sospendere o interrompere la produzione a causa dei danni subiti dalla struttura o delle norme di inagibilità imposte dalle autorità competenti. Questo significa affrontare una situazione di crisi economica e organizzativa che può mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’azienda.

Come rendere antisismico un edificio esistente: 3 regole fondamentali da seguire per un capannone a prova di terremoto

Regola n. 1: fai subito la Valutazione del Rischio Sismico!

Ripeto, SUBITO!

È il primo passo, ed è obbligatoria per legge (D.Lgs. 81/2008). Senza sapere dove il capannone è debole, qualsiasi intervento è alla cieca. Capannone Sicuro® la fa con ingegneri che conoscono i prefabbricati: clicca qui.

Regola n. 2: usa tecnologia e dispositivi CERTIFICATI!

Scegli dissipatori EN 15129 dimensionati sulla singola struttura: una piastra saldata non è un dispositivo antisismico.

Puoi approfondire qui e anche qui.

Regola n. 3: dimentica l’amico o il “cugino” con saldatrice e trapano!

La messa in sicurezza strutturale dei capannoni industriali richiede competenze specifiche e non è un’operazione da dilettanti. Hai bisogno di un team di professionisti qualificati!

Tre regole, nessuna scorciatoia.

Se vuoi sapere come lo facciamo noi, continua a leggere.

Come rendere antisismico un edificio esistente con sistemi innovativi e poco invasivi: metti il tuo capannone in buone mani!

Noi di Capannone Sicuro ci occupiamo solo di valutazioni del rischio sismico e di miglioramento e adeguamento sismico di capannoni industriali. Prefabbricati o gettati in opera, sempre con un progetto sulla singola struttura.

Lavoriamo sui nodi tra travi e pilastri con dispositivi meccanici estremamente innovativi EN 15129, dimensionati sulla singola struttura, senza toccare le fondamenta.

No, niente trucco e niente inganno!

Solo:

  • una valutazione della struttura fatta da ingegneri che i prefabbricati li conoscono;
  • un progetto di posa che non chiede di svuotare il capannone;
  • un conto fatto sulle esigenze di chi in quel capannone ci lavora.

La posa è poco invasiva: non si ferma la produzione e non si trasloca.

Noi montiamo i dispositivi sui nodi giusti e tu, nel frattempo, continui a lavorare.

Ti sembra poco?

Io direi di no!

Se vuoi sapere come lo faremmo sul tuo capannone, si parte dalla valutazione.

Il pulsante qui sotto ti porta al Protocollo Capannone Sicuro:

[VOGLIO METTERE IN SICUREZZA IL MIO CAPANNONE!]

Puoi contattarci anche solo per approfondire i concetti e per conoscere meglio il tuo grado di esposizione al terremoto. Una domanda non costa niente.

Capannone Sicuro®

Leggi anche: Zona sismica 2 e 3: cosa significa davvero per il tuo capannone

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