Capannoni agricoli antisismici: cosa vuol dire per la stalla, il fienile e il magazzino che hai già

Se cerchi “capannoni agricoli antisismici” trovi soprattutto chi vende capannoni nuovi: strutture in acciaio, moduli a secco, consegna in poche settimane. Tutto legittimo. Ma il capannone che ti serve mettere in sicurezza, quasi sempre, non è quello che devi ancora costruire. È la stalla degli anni Ottanta, il fienile con i pilastri prefabbricati e i tegoli appoggiati, il magazzino di stagionatura, la rimessa dei macchinari, il capannone del caseificio o della cantina. Sono quelli che esistono già, e sono quelli che nel 2012, in Emilia, hanno fatto i danni.
Questo articolo parla di loro. Cosa hanno di diverso da un capannone industriale, cosa c’è dentro che li rende un caso a parte, cosa dice la legge a chi ci fa lavorare delle persone. E come si trasformano in capannoni agricoli antisismici senza fermare un’azienda che, per sua natura, non può fermarsi.
Un capannone agricolo è un capannone: con tre differenze
Dal punto di vista della struttura, i capannoni agricoli antisismici da costruire e quelli esistenti da proteggere rispondono alla stessa fisica dei capannoni industriali. Il prefabbricato in calcestruzzo costruito dagli anni Settanta ai Novanta è lo stesso: pilastri infilati nei bicchieri di fondazione, travi appoggiate sui pilastri, tegoli appoggiati sulle travi, pannelli di tamponamento appesi ai pilastri. Regge il peso, non è stato pensato per la scossa. Lo abbiamo spiegato nell’articolo sui nodi del capannone prefabbricato, e vale identico per la stalla.
Le differenze sono tre, e stanno nel contenuto, nella manutenzione e nelle persone.
La prima è il contenuto.
Un capannone industriale contiene macchine e merci. Un capannone agricolo può contenere animali, che non evacuano; prodotto in lavorazione o in stagionatura, che vale mesi o anni di lavoro; silos, serbatoi, cisterne; mangimi e balle impilate; macchine agricole alte e pesanti. Nel 2012, in Emilia, la scena più raccontata dopo i capannoni crollati sono state le scalere dei magazzini di stagionatura cadute con le forme sopra: il fabbricato in molti casi ha retto, il contenuto no. Ne abbiamo scritto per le cantine e il vino in zona sismica, e la logica è la stessa per formaggi, salumi, sementi e mangimi.
La seconda è la manutenzione. Molti fabbricati agricoli sono cresciuti a pezzi: la tettoia aggiunta, la stalla ampliata, il magazzino appoggiato alla rimessa. Ambienti umidi, ammoniaca, lavaggi: il calcestruzzo e i ferri invecchiano più in fretta, e i collegamenti che nel 1985 erano già pochi oggi sono anche arrugginiti.
La terza sono le persone. Se in azienda lavorano dipendenti, anche stagionali, il datore di lavoro agricolo ha gli stessi obblighi di qualunque altro datore di lavoro. Ci arriviamo.
Capannoni agricoli antisismici: il contenuto che non può scappare
Nel rischio sismico di un’azienda la valutazione riguarda sempre il contenitore e il contenuto, cioè il fabbricato e quello che ci sta dentro. In agricoltura il contenuto pesa più che altrove. Le ragioni sono quattro.
Gli animali. Una stalla non si evacua in venti secondi, e dopo la scossa resta il problema di dove metterli se il fabbricato è inagibile. In Emilia nel 2012 le stalle sono state fra le prime strutture provvisorie richieste, prima delle case.
Il prodotto. Le scalere di stagionatura, le cataste di forme, le cisterne del latte, i serbatoi del vino, le scaffalature dei magazzini: sono strutture alte e pesanti che con una scossa si ribaltano, e il danno economico può superare quello del fabbricato. Ne parliamo nella guida alle scaffalature industriali antisismiche, e vale per le scalere del formaggio più che per gli scaffali di un magazzino.
I silos e le cisterne. Contenitori pieni sviluppano azioni enormi sugli ancoraggi durante una scossa, e se sono alti e snelli tendono a ribaltarsi o a sfilarsi dai supporti.
Le macchine. Trattori, mietitrebbie, carri: alti, pesanti, spesso parcheggiati sotto tettoie leggere con i tegoli appoggiati. Il pezzo sul rischio sismico dei macchinari e delle incastellature spiega il criterio: la cosa più preziosa finisce sotto la cosa più vecchia.
Cosa dice la legge all’imprenditore agricolo
Qui vanno separate tre cose che spesso vengono confuse.
Il Testo Unico sulla sicurezza si applica alle aziende agricole con lavoratori come a tutte le altre. Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi, e quella valutazione non la può delegare (articoli 17 e 28 del D.Lgs. 81/2008). Il rischio sismico, per una stalla o un magazzino in zona sismica, è uno di questi. Lo abbiamo raccontato nel pezzo sul rischio sismico nel DVR.
La verifica di vulnerabilità della struttura, invece, non è obbligatoria per il capannone agricolo ordinario, salvo quando ci metti mano: ampliamenti, sopraelevazioni, cambi di destinazione, danni dopo una scossa. La distinzione fra l’obbligo vero e quello raccontato l’abbiamo messa in fila nell’articolo sulla verifica di vulnerabilità sismica obbligatoria.
L’assicurazione contro le catastrofi, resa obbligatoria per le imprese, non riguarda le imprese agricole, che sono state escluse dall’obbligo e hanno strumenti propri. Questo non toglie nulla alla responsabilità verso chi lavora nel fabbricato: la polizza copre i danni, non la posizione del datore di lavoro davanti a un giudice.
Il cantiere in un’azienda che non si ferma
Un’azienda agricola non chiude per ferie. Le vacche si mungono due volte al giorno, il formaggio matura, la vendemmia ha una data. Il cantiere di messa in sicurezza deve entrare in un’azienda che continua a produrre, e in molti casi in ambienti dove c’è del cibo.
Per questo il modo in cui si lavora conta quanto quello che si monta. Il nostro intervento è sui nodi, cioè sui collegamenti fra travi, tegoli e pilastri, con dissipatori certificati UNI EN 15129 dimensionati sulla singola struttura, senza toccare le fondamenta. Si fora con aspirazione e si monta a secco: niente polvere diffusa, niente macerie, niente getti, niente capannone da svuotare. Il rumore della foratura c’è, e nelle stalle si programma a reparti, con gli animali spostati un settore alla volta dove serve. Dove si lavora sopra il prodotto, il prodotto si copre, e le aree si delimitano.
Il percorso è quello che raccontiamo nella pagina sull’adeguamento sismico dei capannoni. Prima la diagnosi, con il fabbricato e il contenuto. Poi il progetto, con l’indice di sicurezza come obiettivo. Poi il cantiere sui nodi, e alla fine la relazione firmata con il risultato.
Dopo l’Emilia 2012 Protezione Civile, ReLUIS, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e Assobeton hanno scritto le linee di indirizzo per i capannoni non progettati con criteri antisismici. Valgono per la stalla come per la fabbrica, e sono la base per rendere i capannoni agricoli antisismici senza rifarli.
Capannoni agricoli antisismici nuovi: quando ha senso, e cosa non risolve
Se il fabbricato che hai è a fine vita, costruire nuovo con criteri antisismici è la scelta giusta. Un capannone nuovo nasce con indice di sicurezza pari a quello che la norma chiede. Ma il capannone nuovo non risolve due cose.
Non risolve i fabbricati che restano: la stalla nuova accanto al fienile vecchio non rende sicuro il fienile, e se i due corpi sono attaccati crea il problema del giunto fra costruzioni diverse. E non risolve il contenuto: scalere, silos e scaffalature vanno ancorati e verificati in un capannone nuovo esattamente come in uno vecchio, perché il fabbricato che regge e il contenuto che cade sono due storie separate.
Ti riguarda se
- hai stalle, fienili, magazzini o rimesse in prefabbricato di calcestruzzo costruiti prima delle norme sismiche moderne, con travi e tegoli appoggiati;
- dentro ci sono animali, prodotto in stagionatura, silos o cisterne, macchine agricole alte;
- i fabbricati sono cresciuti a pezzi, con corpi attaccati fra loro e tettoie appoggiate a due edifici;
- hai dipendenti, anche stagionali, e nel DVR il rischio sismico è liquidato con una riga;
- hai già chiesto un preventivo per capannoni agricoli antisismici e ti hanno proposto di rifare tutto nuovo: prima di demolire, conviene sapere quanto regge quello che hai.
Domande frequenti
L’adeguamento antisismico è obbligatorio per i capannoni agricoli?
No, non in generale. La valutazione della sicurezza diventa obbligatoria quando intervieni sulla struttura, la cambi di destinazione o la trovi danneggiata; e il datore di lavoro ha comunque l’obbligo di valutare il rischio sismico nel DVR. Le tre situazioni sono spiegate nell’articolo sulla verifica obbligatoria.
Si può fare l’intervento con gli animali nella stalla?
Sì, a settori. L’intervento sui nodi si fora con aspirazione e si monta a secco, quindi non produce polvere diffusa; si lavora un reparto alla volta, con gli animali spostati dove serve e le aree delimitate. La pianificazione si fa con chi conduce l’azienda, sui suoi tempi.
Un capannone agricolo in acciaio nuovo è la soluzione migliore?
Per un fabbricato da rifare, sì: nasce con criteri antisismici. Per i fabbricati che restano e per il contenuto, no: vanno protetti comunque. La scelta fra rifare e mettere in sicurezza si fa con un numero in mano, l’indice di sicurezza del fabbricato esistente, non a sensazione.
Il Sismabonus vale anche per le imprese agricole?
Le regole del bonus sono le stesse per tutti gli immobili produttivi, ma la convenienza dipende dal regime fiscale dell’azienda agricola, che spesso non ha imposte da cui detrarre. È una domanda per il commercialista, prima di contare sull’incentivo.
Le scalere del formaggio e i silos rientrano nella messa in sicurezza?
Rientrano nella valutazione, perché sono contenuto che con una scossa fa danni alle persone e al prodotto. Hanno le loro verifiche e i loro ancoraggi, diversi da quelli della struttura, e nel DVR devono starci.
Prima di demolire, guarda cosa regge
Se hai una stalla, un fienile o un magazzino prefabbricato e vuoi sapere quanto manca per avere capannoni agricoli antisismici, il primo passo non costa niente: lo screening gratuito, da remoto, sulle foto e sui documenti dei tuoi fabbricati, contenuto compreso.
Richiedi lo screening gratuito del tuo capannone: ti diciamo quali fabbricati meritano la diagnosi vera e in che ordine.
Se invece hai già deciso di intervenire, il percorso è la valutazione del rischio sismico, oppure chiamaci al Numero Verde 800 033 786.
Le fonti di questo articolo
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, articoli 17 e 28: valutazione di tutti i rischi, obbligo non delegabile del datore di lavoro, anche in agricoltura.
- Legge 30 dicembre 2023 n. 213, articolo 1, comma 101: obbligo di polizza contro le catastrofi per le imprese, con l’esclusione delle imprese agricole.
- Dipartimento della Protezione Civile, ReLUIS, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Assobeton, “Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici”, 2012.
- D.M. 17 gennaio 2018, Norme Tecniche per le Costruzioni, § 8.3 e § 8.4.
- UNI EN 15129, “Dispositivi antisismici”.